Come combattere la Colite….con il Mirtillo Nero

(Andrea Busalacchi) I mirtilli (Vaccinium Myrtillus) sono piccoli frutti spontanei che per lo più maturano nel periodo estivo. E’ un arbusto tipico della zona euro-asiatica, che cresce generalmente tra i 900 e i 1500 metri di altezza, in terreni montani silicei. Fin dal I secolo d.c., Dioscoride (medico-farmacista greco, che esercitava ai tempi di Nerone) ne consigliava l’uso nei casi di dissenteria, e in alcuni paesi come l’Irlanda e la Scozia, ancora oggi, si celebra la “domenica del mirtillo”, un’intera giornata dedicata alla raccolta e all’uso in cucina di questo frutto.  

Pur riconoscendone tre diverse specie (nero, rosso e blu) è il mirtillo nero (il suo colore è dovuto alla presenza di antociani che sono dei pigmenti blu che proteggono la pianta dai radicali liberi e dai raggi ultravioletti, quando la produzione di clorofilla non è ancora iniziata) quello a cui vengono riconosciuti il maggior numero di proprietà benefiche per il nostro organismo.

 I ricercatori dell’università di Zurigo, servendosi del mirtillo e dei suoi estratti, hanno effettuato il loro studio su animali (topi) che sono stati esposti a destrano sodio solfato, una sostanza chimica in grado di indurre l’infiammazione del colon con conseguente colite. Successivamente gli animali sono stati divisi in tre gruppi: ad un primo gruppo è stata somministrata una dieta integrata con il 20% di mirtilli essiccati, ad un secondo gruppo una dieta integrata con l’1% di antociani ed un terzo gruppo ha seguito una dieta integrata con una quantità di antociani parli al 10%. Secondo i risultati del test, tutti e tre i gruppi hanno mostrato una diminuzione dell’infiammazione a livello intestinale e in particolar modo il gruppo integrato con i mirtilli secchi ha mostrato una diminuzione della secrezione di composti pro-infiammatori (soprattutto interferone gamma IFN-y) ed una marcata riduzione della gravità della colite. Questi promettenti risultati, che hanno mostrato negli animali, una riduzione della malattia, giustificherebbero un futuro studio clinico in pazienti con malattia cronica intestinale. Inoltre vorrei ricordare che il mirtillo è spesso pubblicizzato come il “cibo perfetto” per il suo alto contenuto di vitamina C (il tasso di questa sostanza nei mirtilli è fra il più alto presente in natura) , contenuto che non viene alterato con la disidratazione; quindi via libera al consumo di mirtilli neri disidratati, ove non sia possibile consumarli freschi. (fonte www.siciliainformazioni.com)

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