Archivi del giorno: novembre 16, 2011

L’Agnocasto è utile per contrastare i disturbi del Ciclo Mestruale

L’agnocasto è una pianta che sembra avere importanti proprietà terapeutiche anche e soprattutto per chi soffre della cosiddetta sindrome premestruale, ovvero quell’insieme di sintomi fastidiosi, come il mal di pancia, l‘irritabilità, la depressione, la cefalea, che arrivano pochi giorni prima del ciclo mestruale e scompaiono con questo. Questo perché l’agnocasto (Vitex agnus castus) contiene discrete quantità di fitoestrogeni particolarmente utili nel contrastare gli sbalzi estrogenici che caratterizzano la sindrome premestruale.

La sindrome premestruale come sapete è molto frequente e spesso può essere molto invalidante per una donna, provocando molte assenze dal lavoro per stato generale di malessere, ma anche disturbi nella sfera sociale e di coppia, dati gli stati (famosi) di irritabilità correlata. Per tale motivo non bisogna subire incessantemente la sindrome ma tentare di controllarla. In alcuni casi possono essere utili i farmaci ma nella maggior parte dei casi i rimedi naturali come l’agnocasto sono più che sufficienti.
 
Un’altra valida alternativa è l’integrazione di magnesio, meglio se accompagnato a vitamina B6. In generale, l’assunzione di queste sostanze va verificata con il medico curante, non bisogna eccedere nelle dosi consigliate e occorre una terapia su più settimane e ripetuta nel tempo (fonte salute.pourfemme.it)

Melograno ‘pigliatutto’: protegge il Cuore ed e’ Elisir di Giovinezza

Può aiutare a prevenire le malattie cardiache, ad alleviare lo stress e persino a migliorare la vita sessuale, grazie alla presenza di vitamine A, C ed E, nonché di ferro e antiossidanti. E se questo non fosse abbastanza per decidere di provare il melograno, questo frutto viene ora incoronato “elisir di giovinezza” da uno studio scientifico secondo cui una dose giornaliera potrebbe rallentare il processo di invecchiamento del Dna.

I ricercatori del laboratorio privato ProbelteBio a Murcia, in Spagna, hanno infatti somministrato l’estratto del frutto intero a 60 volontari ogni giorno per un mese, sotto forma di una capsula, monitorando la presenza e la variazione di sostanze chimiche nel loro corpo rispetto a un gruppo di persone che ha assunto un placebo.

I dati, che saranno pubblicati a fine novembre su una rivista scientifica – si legge sul “Daily Mail” online – hanno mostrato una riduzione significativa di un marcatore chiamato 8-oxo-Dg associato ai danni cellulari, che possono causare compromissione cerebrale, muscolare, funzionalità epatica e renale, nonché avere effetti dell’invecchiamento della pelle. Questa diminuzione – un vantaggio fino a oggi sconosciuto legato al consumo di melograno – si pensa possa rallentare l’ossidazione, impedendo che il Dna si “arrugginisca” nel tempo. Largo alle abbuffate di melograno, quindi? Non esattamente: le sostanze benefiche del frutto si trovano in piccole quantità nel succo, ma in dosi maggiori nel midollo e nella scorza. Parti che non sono commestibili e che quindi vengono lavorate e inserite in apposite compresse o in bevande. (fonte www.freshplaza.it)