Archivi del giorno: novembre 11, 2011

Psoriasi, meglio Mangiare Meno Carne e più Verdure per salvare la Pelle

Uno stile alimentare povero di carne migliora decisamente la condizione della pelle e previene la psoriasi, come anche una dieta antinfiammatoria povera di zucchero, grassi saturi e farine bianche (pane, pasta ecc.). In molti casi, eliminare il glutine (frumento, orzo, avena, segale) e i latticini ha dato risultati sorprendenti. Il pesce azzurro, specie se cotto brevemente al vapore o in forno, apporta invece notevoli benefici. Ricordiamo tuttavia che, per evitare gli attacchi di psoriasi, occorre che la dieta fornisca alcune sostanze fondamentali per la pelle. Vediamo quali.

Omega 3 dall’azione protettiva e rigenerante: li trovi soprattutto in pesce azzurro, olio di semi di lino, chia e mandorle.
Selenio dall’azione antiossidante e antinvecchiamento: semi di sesamo (ricchi anche di calcio, minerale spesso carente in chi è affetto da psoriasi), cereali integrali (principalmente riso), legumi, germe di grano e noci.
Zinco dall’azione protettiva, rigenerante e antinfiammatoria: ostriche, aringhe, semi oleosi (zucca, noci, mandorle), legumi, prezzemolo, carote e zenzero.
Vitamina A dall’azione rigenerante, protettiva e antietà: carote, cavolo, broccoli, radicchio rosso e verde, patate americane, prezzemolo, spinaci, mango e zucca.
Cromo evita i picchi glicemici che favoriscono la comparsa della psoriasi: patate, germe di grano, mele (sono tollerate quelle cotte), rape, banane, spinaci, carote, fagioli e cavolo.
Fibre alimentari dall’azione disintossicante: riso integrale, quinoa e amaranto (cereali senza glutine) integrali, verdure e frutta (soprattutto con la buccia.

I succhi sono un farmaco potente, senza effetti collaterali.
Alla barbabietola, ma anche alla carota, al cetriolo, ai broccoli o al sedano: tutti fonte di vitamine e minerali antiossidanti e dall’azione rigenerante per la cute. Si preparano con la centrifuga e ne bastano un paio al giorno per curare, e anche per prevenire, le lesioni tipiche della psoriasi. Una ricetta semplicissima per preparare un succo di barbabietola al finocchio: centrifuga una barbabietola rossa cotta al forno e sbucciata (le trovi pronte al supermercato). Miscela al succo 2 cucchiai di yogurt naturale intero, quindi spolverizza con semi di finocchio in polvere e bevi subito.

Un altro alimento antiossidante per prevenire la psoriasi è il riso venere per una scorta di antiossidanti. Cuoce in 40-45 minuti ed è ottimo con tocchetti di tofu e di zucca dorati in padella con olio. Il colore nero è dato da pigmenti antiossidanti che proteggono la pelle da malattie e invecchiamento. Mangialo tre volte a settimana. (fonte /www.mondobenessereblog.com)

 

Combattere il Diabete mangiando le Mandorle

Mangiare regolarmente mandorle aiuta a ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e può contribuire a proteggere dalle malattie cardiovascolari chi è già affetto da prediabete. Secondo i risultati di uno studio condotto dall’Università di Medicina e Odontoiatria del New Jersey, bastano 16 settimane di consumo abituale di mandorle per migliorare il livello di sensibilità all’insulina, che quando è troppo basso può determinare l’insorgenza del diabete di tipo 2. Non solo: mangiare mandorle con regolarità se si è già affetti da prediabete riduce i livelli di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, fattore di rischio per le malattie cardiache.

I ricercatori dell’ateneo americano hanno monitorato per quattro mesi due gruppi di persone: quello che aveva integrato con mandorle la propria dieta quotidiana a base di carboidrati ha mostrato, al termine dello studio, un miglioramento dei livelli di insulina. La ricerca è stata effettuata in conformità con le linee guida dell’American Diabetes Association.

Non si tratta della prima indagine che evidenzia gli effetti positivi del consumo di frutta secca nella prevenzione del diabete di tipo 2: precedenti studi avevano già messo in evidenza il potere degli anacardi di aiutare le cellule dei muscoli ad assorbire gli zuccheri presenti nel sangue. E, secondo una nuova ricerca condotta da Cristina Andrés-Lacueva e colleghi dell’Università di Barcellona e dai ricercatori dell’Università Rovira i Virgili di Tarragona, oltre a mandorle e anacardi anche noci e nocciole avrebbero la capacità di migliorare la salute di chi soffre di sindrome metabolica, diminuendo il rischio di diabete di tipo 2, di ipertensione e di patologie cardiovascolari.

I benefici deriverebbero – hanno spiegato i ricercatori spagnoli – dall’alto contenuto di grassi sani (acidi grassi insaturi) e antiossidanti (polifenoli) presente nella frutta secca. Noci, nocciole e pistacchi avrebbero inoltre la capacità di stimolare la serotonina, un neurotrasmettitore conosciuto come l’ormone del buonumore, che aiuterebbe a ridurre la sensazione di fame e, di conseguenza, la ricerca di cibo. Confrontando il quadro clinico di 22 pazienti sottoposti per dodici settimane a dieta integrata con noci e quello di altri 20 pazienti che, nello stesso periodo, non avevano assunto frutta secca, gli esperti hanno riscontrato nel primo gruppo significativi segnali di miglioramento della sindrome metabolica. Per ottenere benefici basterebbe un consumo di 30 grammi di frutta secca al giorno. (fonte www.tantasalute.it)

Sindrome Metabolica: si cura con le Fibre

La sindrome metabolica è una condizione sempre più comune negli ultimi anni, forse anche perché è più facile da diagnosticare rispetto al passato, e colpisce sempre più i giovani. In particolare sono sempre più gli adolescenti quelli colpiti, anche se la condizione era stata individuata inizialmente quasi come una condizione esclusiva degli anziani.

Secondo le ultime indagini più della metà delle persone che ne soffre sono anziani, e molti altri sono adulti, anche perché tra le cause di questa insulinoresistenza ci sono anche sedentarietà, ipertensionee malattie che tipicamente vengono quando una persona è più in là con gli anni.

Ma, come dicevamo, sono sempre più le persone che la contraggono in giovane età, e questo è dovuto all’obesità dilagante degli ultimi anni. Secondo il dottor Joe Carlson, che dirige la Divisione di sport e nutrizione cardiovascolare presso la Michigan State University a East Lansing, a quest’età è più facile guarirne.

Per confermare la sua tesi, Carlson ha analizzato la dieta di oltre duemila adolescenti americani tra i 12 e i 19 anni. Ha anche analizzato i classici fattori di rischio come l’ipertensione, l’iperglicemia, dislipidemia e giro vita troppo largo. Ha così rilevato che il 6% di questi volontari manifestava i sintomi della sindrome metabolica (BMI superiore a 30, ipertensione, iperglicemia, colesterolo alto, ecc.), però con percentuali molto diverse a seconda della dieta.

Dall’osservazione è risultato che sui 120 malati, i 40 che assumevano più fibre (circa 11 grammi o più ogni 1.000 Kj) avevano un tasso di sindrome metabolica del 3%; i 40 che invece assumevano meno fibre (meno di 3 grammi per ogni 1.000 Kj) aveva un tasso del 9%.

In conclusione il dott. Carlson ha voluto dimostrare che, una volta confermati i consigli sulla dieta classici per questa condizione, come ridurre i grassi saturi ed il colesterolo, i ragazzi che assumono molte fibre ogni giorno hanno una buona probabilità di ridurre l’incidenza della sindrome metabolica sul loro organismo. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of the American Dietetic Association. (fonte www.medicinalive.com)

Ancora sugli Omega3

Uno studio molto interessante pubblicato su JAMA nel gennaio 2010 ha evidenziato l’azione antiaging degli omega 3. Si è osservato infatti come in pazienti affetti da patologie coronariche i livelli plasmatici di omega 3 sono proporzionali alla lunghezza dei telomeri cromosomici. I telomeri svolgono la funzione determinante di evitare la perdita di informazioni durante la moltiplicazione dei cromosomi, e sono considerati una sorta di “orologio biologico” perchè si accorciano a ogni duplicazione, e quando “finoscono” la cellula muore. I partecipanti con basso contenuto di EPA e DHA hanno mostrato un accorciamento del telomeri, a 5 anni, più rapido rispetto a quelli con elevti livelli di EPA e DHA. Gli omega 3 inoltre, contrastano la produzione di eicosanoidi “cattivi” (sostanze proinfammatorie) e favoriscono invece la formazione di eicosanoidi “buoni” (antinfiammatori). Sono anche validi alleati nel contrastare le situazioni di resistenza insulinica, in cui è necessaria più insulina del nomrale per favorire il controllo della glicemia. Le persone che presentano questo disturbo, più frequentemente mostrano un accumulo di “ciccia” a livello del girovita. Infine, un corretto rapporto omega 6/omega 3 si è dimostrato importante per le problematiche di umore: considerato l’elevato contenuto di omega 3 nel cervello, è evidente che questi grassi sono coinvolti nei processi biochimici e fisiologici responsabili del funzionamento cerebrale e quindi anche di alcuni disturbi del sistema nervoso. (fonte oknotizie.virgilio.it).

L’alimento con il più alto tenore di acidi grassi omega 3 di tutto il regno vegetale si chiama CHIA ed è anche ricco di minerali, proteine e dotato di una catena di amino acidi perfetta. Si possono acquistare dei semi di chia 100% biologici on line sul sito chiaseedeurope e presentando il codice K72604W8 si avrà uno sconto del 5%.