Archivi del giorno: novembre 2, 2011

Fico d’India, dolce Antietà

Domanda: quanti di voi conoscono il fico d’India? Sarete sicuramente tantissimi. Se non lo avete mai mangiato, di sicuro saprete almeno di cosa stiamo parlando. Il fico d’India è una pianta originaria del Messico, ma ormai molto familiare anche in tutto il Mediterraneo: da noi è una sorta di simbolo della Sicilia, per esempio (ma non solo). Un frutto ottimo, dolcissimo, quando è maturo al punto giusto, quasi imbattibile quanto a gusto. Ebbene: avreste mai immaginato che, dietro quell’aspetto spinoso e un po’ respingente, si potessero nascondere proprietà antinvecchiamentodi prima categoria?

Gli studi a favore del fico d’India
Il fico d’India è ricco di proprietà benefiche per la salute. È diuretico, un formidabile aiuto in caso di problemi ai reni, ottimo alleato del fegato, valido calmante della tosse. Studi scientifici ne hanno dimostrato le proprietà antiulcerose e antiossidanti. Ma esistono tante altre ricerche che ne evidenziano la bontà per la salute. Vediamone alcune a titolo di esempio.

  • La rivista scientifica “Journal of Agricultural and Food Chemistry” ha per esempio pubblicato un lavoro di ricercatori della facoltà di Farmacia dell’Università di Messina sul succo di fico d’India, studiato per il suo contenuto di acido ascorbico, polifenoli e flavonoidi.
    • Un team di studiosi del Dipartimento farmaco-chimico, tossicologico e biologico dell’Università di Palermo, ha valutato l’integrazione alimentare con frutti di fico d’India, per un breve periodo, comparandola all’assunzione di vitamina C. Scopo dello studio, pubblicato sulla rivista scientifica “American Journal of Clinical Nutrition”, era di valutare le capacità del fico d’India (che contiene vitamina C e pigmenti di betalaina a forte attività antiossidante) nel ridurre lo stress ossidativo e di rallentare – dunque – i processi naturali di invecchiamento. (fonte staibene.libero.it)

Mangiando di Meno si Vive più a Lungo

Per certi versi era già noto ma i ricercatori sono finalmente in grado di dimostrare che riducendo gradualmente l’assunzione di zuccheri e proteine, senza ridurre vitamine e minerali, è possibile vivere più a lungo del previsto. Dimostrato sulle scimmie, il metodo è stato testato su tutto, dai pesci ai topi ai funghi, mosche e lieviti con esito favorevole.
I ricercatori dell’Università di Göteborg hanno identificato uno degli enzimi chiave del processo di invecchiamento: “Siamo in grado di dimostrare che la riduzione dell’apporto calorico rallenta l’invecchiamento, impedendo all’enzima, perossiredossina, di essere inattivato”.

Cosa fa questo enzima? La perossiredossina 1, Prx1, scompone il perossido di idrogeno (nocivo) nelle cellule e per lavorare in modo efficace è necessario che vi sia una riduzione calorica.
Cosa succede? Durante l’invecchiamento il Prx1 è danneggiato e perde la sua attività. La riduzione calorica contrasta questo processo aumentando la produzione di un altro enzima, Srx1, che ripara il Prx1.
Lo studio dimostra che l’invecchiamento può essere ritardato anche senza restrizione calorica ma semplicemente aumentando la quantità di Srx1 nella cellula. La vera chiave del processo di invecchiamento sarebbe quindi la riparazione del Prx1.

Questo enzima è estremamente importante nel contrastare i danni al nostro patrimonio genetico”, spiega Mikael Molin del Dipartimento di Biologia Cellulare e Molecolare. “L’ insufficienza di Prx1 porta a vari tipi di difetti genetici e cancro. Viceversa, possiamo ora ipotizzare che la riparazione dell’enzima Prx1 durante l’invecchiamento può contrastare, o almeno ritardare, lo sviluppo del cancro”.
Inoltre, la stimolazione di Prx1 potrebbe anche essere in grado di ridurre e ritardare i processi di malattia del sistema nervoso legate all’età come l’Alzheimer e il Parkinson. (fonte www.benessereblog.it)

 

Stasera a cena niente Bistecca, meglio i Legumi, fanno più bene alla Salute

Un piatto di legumi come le lenticchie è meglio di una bistecca? Per ciò che riguarda le malattie cardiovascolari pare proprio di sì, o come afferma una recente ricerca scientifica anche per l’ipertensione e per il diabete di tipo 2. Consumare proteine vegetali, sarebbe molto più opportuno. Ma attenzione a non confondere alcuni fattori: secondo un altro studio pubblicato infatti su “Circulation” e condotto su più di 80 mila donne americane, ad aumentare il rischio cardiovascolare non è il consumo di proteine di per se stesso, ma quello di carni rosse.

Spiega la dottoressa Laura Rossi ricercatrice dell’INRAN (Istituto nazionale ricerche alimenti e nutrizione): che in generale consumiamo troppe proteine animali.

Io seguo il consiglio: stasera invece della bistecca, un bel piatto di legumi, anche per variare, cosa che di sicuro fa bene la nostro organismo. (fonte salute.pourfemme.it)

Coi Pinoli riaccendi Vitalità e Difese

Questi piccoli semi sono una miniera di magnesio, fosforo e vitamina B: tre sostanze indispensabili per scongiurare l’affaticamento fisico e mentale di novembre.

I pinoli sono i semi commestibili di due specie di pini diffusi a medie e alte latitudini in tutt’Europa, il Pinus pinea e il Pinus cembra. Anche gli altri pini danno semi commestibili ma le loro dimensioni sono estremamente esigue e quindi difficilmente utilizzabili come alimento o come integratore. La pigna (o strobilo) custodisce nel suo “guscio” rigido e legnoso i piccoli pinoli, che cadono a terra quando la pigna si stacca dall’albero e costituiscono un fondamentale nutrimento autunnale per gli uccelli.

Il pinolo è un integratore ricco di fosforo

Il pinolo è costituito per circa il 30% da proteine, calcio, ferro, vitamina A e vitamine del gruppo B (soprattutto niacina), indispensabili per un buon equilibrio nervoso e cerebrale. I lipidi sono presenti in questi semi per il 50% ma sono prevalentemente grassi insaturi. 

Come tutti i semi oleosi, anche il pinolo è estremamente calorico (100 grammi contengono circa 600 calorie) e questo lo rende un alimento importante per i bambini durante la crescita e per le donne durante la gravidanza e l’allattamento, mentre va consumato con parsimonia in caso di sovrappeso. La presenza di notevoli quantità di fosforo e magnesio fa sì che il pinolo sia anche un importante tonico dei tessuti neuronali e in particolare dell’epifisi, la ghiandola dalla quale dipendono la nostra resistenza allo stress e il livello di energia vitale. 

Come assumere i pinoli: l’ideale è mangiarne 10 a merenda

Riequilibrano l’attività ghiandolare

L’epifisi produce un ormone, la melatonina, i cui livelli aumentano quando viene il buio e che è responsabile dell’induzione del sonno. In inverno non sono poche le persone che vengono colpite da un particolare tipo di depressione stagionale chiamato SAD, o sindrome affettiva stagionale. In questi soggetti sembra che i livelli di melatonina siano più alti rispetto alla norma. Vari studi hanno dimostrato che quando vi sono livelli alterati, per eccesso o per difetto, nella produzione di melatonina, possono comparire insonnia, o depressione e cali energetici.

 

Fai così. Un’integrazione della dieta con pinoli (una decina al giorno come snack) è utile per riequilibrare la funzionalità della ghiandola pineale, soprattutto durante i bui mesi invernali. 

Un modo “classico” per gustarli? Il pesto alla genovese

Questa salsa andrebbe inserita nella dieta anche in inverno proprio perché i pinoli, compresi nella ricetta, migliorano la funzionalità epifisaria. 

 

Come fare 

Lava in acqua fredda 50 g di foglie di basilico (si possono coltivare le piantine in vaso sul davanzale anche in inverno) e asciugale in un canovaccio. Pesta in un mortaio 2 spicchi di aglio e qualche grano di sale grosso marino integrale. Aggiungi le foglie di basilico, che dovranno essere pestate con movimenti rotatori per estrarre tutto l’olio essenziale che contengono. Poi versa i pinoli (1 cucchiaio da cucina) continuando a pestare fino a che non si forma una crema. Infine aggiungi 6 cucchiai di parmigiano reggiano, 2 cucchiai di pecorino e dell’olio extravergine di oliva biologico da spremitura a freddo, versandolo goccia a goccia.

Nella zuppa al posto dei crostini

Se la sera ti piace cenare con una zuppa o un passato di verdura, evita di arricchire questi piatti con i crostini, che sono delle vere “bombe” di grassi. Per rendere le tue minestre più appetitose, prima di servirle arricchiscile con un cucchiaio di pinoli e un cucchiaino di semi di sesamo: riattivi e lubrifichi l’intestino e rigeneri i tessuti nervosi. (fonte www.riza.it)

Zucca per Halloween e le sue Proprietà

La zucca è una verdura sana e gustosa, ricca di molte proprietà salutari.

La zucca è innanzitutto un alimento a basso contenuto calorico, il suo apporto è pari a 17 calorie ogni 100 grammi di polpa; tra i suoi componenti principali annoveriamo la presenza del betacarote, delle vitamine A, B ed E, quest’ultima molto importante grazie alle sue note proprietà antiossidanti.

La zucca è anche un ortaggio ricco di minerali come calcio, sodio, potassio, fosforo, rame, magnesio, ferro, selenio, manganese e zinco. In ultimo troviamo una discreta quantità di fibre e una vasta gamma di aminoacidi tra cui ricordiamo l’arginina, la tirosina, il triptofano, l’acido aspartico e l’acido glutammico.

Il betacarotene presente nella zucca ha proprietà preventive nei confronti dell’insorgere di diverse patologie; da non sottovalutare i benefici che derivano dalla sua capacità di contrastare i radicali liberi, sostanze altamente pericolose per il nostro organismo. Ma il betacarotene ha anche altre proprietà: protegge il sistema circolatorio, è antinfiammatorio e, grazie alle sue proprietà antiossidanti, rappresenta un ottimo alleato nel rallentare l’invecchiamento delle cellule del corpo umano
I semi di zucca vengono normalmente impiegati a scopo alimentare ed il loro gusto oltre che gradevole apporta anche alcuni benefici all’organismo; al fine di trarre i massimi benefici dal loro utilizzo si consiglia di consumarli rigorosamente crudi.

Le proprietà dei semi di zucca sono principalmente riconducibili alla cucurbitina, uno dei suoi principi attivi più rilevanti che sembra avere un ruolo attivo nel contrastare i disturbi della prostata; a conferma di questo si è notato che nelle popolazioni che fanno normalmente uso di semi di zucca, i problemi alla prostata hanno una incidenza molto bassa. In conclusione possiamo affermare che i principi attivi contenuti nei semi di zucca svolgono un attività preventiva nei confronti dell’apparato urinario sia maschile che femminile.

I semi di zucca possono essere consumati in vari modi: cotti al forno (sconsigliabile in quanto perdono la maggior parte delle loro proprietà), lasciati seccare qualche giorno e consumati crudi una volta sbucciati. Anche la tostatura con conseguente aggiunta di sale è uno dei tipi di trattamenti a cui vengono sottoposti i semi di zucca che spesso si trovano in commercio. Dall’uso dei semi possono trarre beneficio anche le donne in quanto utili nella prevenzione della cistite
La zucca va conservata in un luogo fresco e una volta privata della buccia può restare in frigorifero per diversi giorni; nel caso si intendesse congelarla è consigliabile tagliarla a cubetti e cuocerla, magari al vapore, e poi riporla nel congelatore.

La zucca in cosmesi

Con la polpa della zucca si può preparare un’ottima maschera di bellezza, in grado di restituire tonicità e lucentezza alla pelle del viso. In che modo? Schiacciare una fettina di zucca cruda e un pugnetto di semi, mescolare il tutto con un po’ di miele, applicare l’impasto sul viso e lasciarlo in posa per qualche minuto
zucca_cucina_ricetteLa zucca in cucina

Con la zucca si può veramente cucinare un pasto intero, dall’antipasto (tortini di zucca), al primo piatto, (i famosi tortelli di zucca) al contorno (è molto indicata ad esempio per accompagnare la carne di maiale), fino al dolce, dove viene utilizzata per la “tipica” torta americana molto nota con il nome di “pumpkin pie”. Il modo più “classico”per gustarla è di tagliarla a fette abbastanza spesse e sbollentarla nel forno al naturale, per poi condirla con una noce di burro e un po’ di sale. (fonte www.naturaemente.com)