La Dieta della Felicità esiste, ecco cosa mangiare per mantenersi Sani e Gioiosi

Esiste una dieta della felicità? Cibi che ci aiutino a sentirci meglio anche dal punto di vista psicologico, oltre che fisico? A quanto pare sì, ma forse non sono quelli che vi aspettate, anzi, bisogna ribaltare qualche luogo comune. Ad esempio, l’esemplificazione della tristezza alimentare, era sempre rappresentato dal piatto con la lattughina, magari arricchito da due carote e una costa di sedano. Il nostro immaginario collettivo si è “nutrito”, è il caso di dirlo, di pregiudizi di questo tipo sulle verdure e sugli ortaggi. Viceversa, l’emblema della felicità, della joie de vivre, era sintetizzato nel piatto di spaghetti riccamente conditi, nella fetta di dolce al cioccolato, nel panino con la mortadella, tanto per dirne qualcuno.

Ma in verità, le cose non stanno proprio così. Il tipo di gratificazione che questi pur ottimi alimenti ci danno è assolutamente transitoria e, anzi, ingannevole e illusoria. Questo non significa che non ci dobbiamo concedere una bella porzione di lasagne ogni tanto, ma dobbiamo essere coscienti che un regime alimentare che sia costruito quasi esclusivamente su questo tipo di pietanze, a base di carboidrati raffinati e zuccheri, non ci consentirà di raggiungere un buon equilibrio mentale e psichico, mantenendo inoltre alto l’umore.
 
Non sono cibi che contengono le sostanze giuste che ci possono aiutare in questo percorso. A parlarne è il prof Giovanni Scapagnini, neuroscienziato, biochimico clinico dell’Università del Molise: “Fino ad ora gli studi scientifici alla base di questa teoria (l’esistenza di una dieta della felicità n.d.r.) si sono concentrati sulla capacità di alcuni alimenti di modulare il rilascio e la sintesi dei neurotrasmettitori responsabili del tono dell’umore, quali serotonina, dopamina e noradrenalina.
 
Nell’ambito dell’ultimo Congresso della Società Europea di Neuro Farmacologia, che si è da poco concluso a Parigi, è stato posto inoltre l’accento su un’altra possibile influenza da parte degli alimenti sulla sfera psichica: vale a dire l’apporto di sostanze antiossidanti e il loro ruolo sul benessere mentale“, spiega lo scienziato. In soldoni, dunque, in cosa consiste la dieta della felicità?
 
“Ciò che risulta dagli studi più recenti – prosegue Scapagnini – è che una dieta della felicità (oltre ad essere bilanciata), sicuramente dovrebbe contemplare una adeguata assunzione di sostanze, come quelle presenti in frutta e verdure, in grado di ridurre stress ossidativo e infiammazione a livello cerebrale“. Vengono definiti carboidrati favorevoli – quelli colorati contenuti nei vegetali, nella frutta, negli ortaggi – che a differenza di quelli raffinati contenuti in pane, pasta e riso brillato, non solo prevengono stati infiammatori, sbalzi insulinici e malattie croniche, ma ci inducono uno stato di benessere psicologico.
 
Inoltre, conclude il prof. Scapagnini: “Come è stato dimostrato dagli studi condotti presso il Dipartimento di Fisiologia delle Università di Siena e di Milano, anche i grassi Omega 3, influiscono su umore e concentrazione, migliorando riflessi e affaticamento mentale“.

Ricapitolando, frutta e verdura in quantità, di tutti i colori, tanto Omega 3, meno zuccheri e carboidrati, e il nostro benessere dovrebbe essere assicurato. (fonte salute.pourfemme.it)

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