Il Kamut, Cereale Ricostituente

Originario dell’antico Egitto, il kamut è un cereale “alternativo” che contiene dosi elevate di sali minerali immunostimolanti utilissimi

Denominato “l’antico cereale” il kamut (Triticum turgidum) veniva coltivato nella valle del Nilo già 6000 anni fa. Dopo secoli di oblio venne riscoperto dopo la 2° guerra mondiale: si narra infatti che nel 1949 un soldato dell’aviazione statunitense di stanza in Egitto venne in possesso di una manciata di chicchi di kamut che spedì a suo padre; questi li donò a un amico agricoltore nel Montana, il quale cominciò a seminarli; nel 1977, un contadino della zona, T. Mack Quinn chiese al figlio agronomo di analizzare i chicchi di kamut, scoprendone le incredibili proprietà. 

È una miniera di selenio e vitamina E: protegge pelle, articolazioni e digestione

Il kamut possiede un patrimonio proteico del 30% superiore rispetto al frumento comune. Il kamut è ricco anche di vitamine (soprattutto la E), di minerali (magnesio, zinco e selenio, fosforo e calcio) e di aminoacidi (il 65% in più rispetto al frumento), che ne fanno un alimento ideale per prevenire le malattie provocate da ossidazione cellulare. Facilmente digeribile, il kamut è consigliato in particolare a coloro che hanno lo “stomaco delicato” o soffrono di gastrite. Ha virtù disintossicanti e aiuta a prevenire l’artrite.

È un grano “bio” e privo di pesticidi

Grazie al suo inalterato patrimonio genetico che possiede da millenni, il kamut resiste molto bene a qualsiasi avversità atmosferica e inquinante: non necessita dunque di trattamenti fertilizzanti o pesticidi e quindi si rivela un alimento perfetto per la coltivazione biologica. Il suo chicco, tre volte più grande di quello del frumento, contiene poca umidità ed è poco “attaccato” dagli insetti. Oggi tutto il kamut in commercio proviene da coltivazioni biologiche e non OGM.

Ora il kamut si coltiva anche in Italia

Dal 1990 il kamut è un marchio brevettato da un’azienda americana che lo coltiva tra Canada e Stati Uniti e che oggi è l’unica che ha il diritto a utilizzare la denominazione “kamut“. Se tuttavia il kamut è riuscito a crescere anche su terreni diversi da quelli della sua terra d’origine, ovvero l’Egitto, perché non coltivarlo anche da noi, senza sottostare alle condizioni americane, per ridurre la filiera e consumare quindi prodotti locali? Qualcuno ci ha già pensato e molti prodotti a base di kamut sono presenti sul mercato italiano con altra dicitura, per esempio “antico cereale”. 

È depurativo 

Grazie alla sinergia di fibre, crusca, vitamine e sali minerali, il kamut stimola l’intestino e l’espulsione delle scorie.

Tonifica lo stomaco 

Leggero e facile da digerire, questo antico cereale viene subito assimilato e non crea fermentazioni.

È un ottimo antiage 

L’associazione tra vitamina E e selenio favorisce il rinnovamento cellulare e rallenta i processi di invecchiamento.

Non usarlo se….

Evitalo se sei intollerante al glutine Visto che contiene glutine, il kamut non deve essere mai consumato dai celiaci e dagli intolleranti a questa proteina. Tuttavia il kamut è meno allergizzante perché la percentuale di glutine è più bassa rispetto a quella degli altri cereali.

Come si consuma il kamut

Consigliato ai bambini, agli adolescenti  e agli sportivi, il kamut ha un contenuto in lipidi e carboidrati a lunga assimilazione che garantisce un apporto energetico continuativo nell’arco della giornata. Tanti sono i modi per gustarlo.

– A colazione: insieme al latte di soia il kamut in fiocchi forma un’ottima accoppiata ricostituente, oppure si abbina bene con muesli e yogurt.

– A pranzo e a cena: il kamut si gusta sotto forma di pasta e pane o in grani, aggiunti una volta lessati alle zuppe.

– Il kamut si trova anche come ingrediente di cracker, grissini, biscotti, merendine; con la farina di kamut si preparano torte e gnocchi. (fonte riza.it)

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