Il metodo di respirazione Buteyko

Oggi leggo e integralmente riporto da buteykoitalia.homestead 

Konstantin Pavlovich Buteyko è nato nel villaggio di Ivanitsa, vicino a Kiev, il 27 gennaio 1923. Iscritto al Politecnico di Kiev fino a che i suoi studi non furono interrotti dalla seconda guerra mondiale, al suo rientro dalla guerra   si iscrisse alla Facoltà di medicina dell’Università di Mosca, dove iniziò a lavorare nel gruppo di terapia clinica guidato dall’Accademico Evgeniy M. Tareiev.

Nel corso di questo lavoro gli venne dato l’incarico di controllare i ritmi respiratori dei pazienti, ed egli passò centinaia di ore ai loro capezzali, ascoltandone la respirazione, ed osservò che la morte dei malati era sempre preceduta, con notevole anticipo, da un aumento della intensità della respirazione. Tanto che egli divenne in grado di predire, con stupefacente precisione, l’avvicinarsi della morte in base a quest’unico sintomo, e decise di dedicare i suoi futuri studi e ricerche a questa tematica.
Dopo la laurea con lode in medicina, Buteyko continuò a sperimentare. Egli stesso soffriva  di pressione elevata e spesso se ne era chiesto il motivo. Misurò i livelli di anidride carbonica (CO2) nel suo corpo e notò che erano più bassi del normale: era noto che una respirazione eccessiva diminuisce i livelli di CO2 nel corpo e pensò che se il suo basso livello di CO2 era causato da un eccesso di respirazione allora, correggendo il suo ritmo respiratorio avrebbe potuto correggere anche il basso livello di CO2.
Buteyko controllò e ricontrollò la sua teoria sui pazienti. Misurando i modelli respiratori di persone che soffrivano di asma, angina ed altre malattie constatò  che tutti quanti soffrivano di un eccesso di respirazione (iperventilazione). Ed ogni volta, riportando la respirazione a modelli normali, il livello di CO2 nell’organismo aumentava e gli attacchi di asma o di altre malattie svanivano. Quando i pazienti tornavano ai modelli respiratori precedenti, gli attacchi riprendevano. Buteyko si rese conto allora di aver effettuato, in modo quasi casuale, una scoperta   in grado di rivoluzionare il mondo della medicina.
A seguito di ulteriori ricerche Buteyko pose le basi teoriche della sua tesi: l’iperventilazione causa un esaurimento delle riserve di anidride carbonica, e i livelli bassi di anidride carbonica nell’organismo provocano delle contrazioni dei vasi sanguigni ed una mancanza di ossigeno nei tessuti. Ciò provoca tutta una serie di meccanismi di difesa messi in azione dall’organismo; questi meccanismi di difesa vengono capiti male, etichettati come malattie e combattuti.
In questa ricerca Buteyko venne peraltro a conoscenza di alcuni esperimenti i cui risultati sostenevano la fondatezza della sua tesi.
Nel 1958-59 Buteyko riuscì ad aprire un laboratorio di diagnostica funzionale presso l’Istituto sperimentale di Biologia e Medicina del ramo siberiano dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica e poté effettuare degli studi clinici su 200 persone, sane ed ammalate.
Nei successivi 10 anni di lavoro presso l’Istituto, Buteyko ed i suoi collaboratori riuscirono ad investigare a fondo le funzioni basilari dell’organismo umano, (sano o ammalato) , tra cui quella respiratoria.
Più di 200 specialisti medici vennero addestrati nel laboratorio, la maggior parte dei quali aveva tra l’altro sofferto di malattie varie da cui erano guariti grazie alla scoperta del dr. Buteyko. Le statistiche ufficiali dimostrano che fino al 1967 furono trattati con successo presso l’Istituto più di 1000 pazienti che soffrivano di asma, angina e altre malattie.
Nel 1968, a seguito di pressioni anche da parte della stampa i a favore del metodo del dr. Buteyko, venne condotta una sperimentazione ufficiale che si concluse a Leningrado all’Istituto di Pneumologia sotto la guida dell’accademico Uglov. 
Del gruppo di 46 pazienti che parteciparono a questa sperimentazione ufficiale, 44 (il 95%), vennero ufficialmente riconosciuti come guariti. I restanti 2 pazienti, anche se non guarirono, mostrarono un miglioramento. Alcuni dei pazienti erano guariti contemporaneamente da varie malattie di cui soffrivano. Così ad esempio, una donna inclusa nella sperimentazione per l’asma, guarì anche da un tumore al seno. Infine, anche i 2 pazienti non migliorati al termine della sperimentazione, guarirono dopo aver proseguito per un ulteriore periodo il trattamento, e ne informarono il Ministro della Sanità. Di conseguenza i risultati di questa sperimentazione potevano essere considerati positivi al 100%, ed è bene ricordare che si era trattato di pazienti in precedenza già sottoposti senza successo a tutte le possibili forme di terapie convenzionali.
Successo dopo successo costrinse il governo a prendere sotto esame ancora una volta il metodo Buteyko. La seconda sperimentazione ufficiale venne condotta nell’aprile 1980 all’Istituto Pediatrico di Mosca sotto la direzione del Comitato Governativo per la Scienza e Tecnologia del Ministero della Sanità dell’Unione Sovietica. I risultati della sperimentazione mostrarono un successo del 100%. Questa volta i risultati furono   riconosciuti e da allora il metodo Buteyko  venne ufficialmente usato nell’ex Unione Sovietica non solo per l’asma e le malattie respiratorie ma per tutta una serie di altre patologie, di cui diremo in seguito.
Nei 6 anni successivi 100.000 ammalati di asma vennero trattati con il metodo Buteyko. Tra questi, ben 92.000 non hanno più, a tutt’oggi, alcun bisogno di assumere medicine contro l’asma….
Il dr. Buteyko è purtroppo improvvisamente morto il 4 maggio 2003 a Mosca. Aveva più di 80 anni e fino all’ultimo giorno è rimasto in ottima salute e piena attività.



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2) Contro quali malattie sono utili le scoperte del Dr.Buteyko?
La malattia dell’eccesso di respirazione (iperventilazione)
Il grande merito del dr. Buteyko è stato quello di raccogliere e collegare in un quadro logico unitario le varie informazioni, già note alla scienza medica in modo frammentario, sui danni prodotti dall’eccesso di respirazione (iperventilazione), che provoca una perdita eccessiva di CO2 . In mancanza di CO2 l’ossigeno non può passare dal sangue ai tessuti (effetto Verigo Bohr). La scienza già conosceva da tempo i danni prodotti dagli attacchi di iperventilazione acuta ma ignorava quelli, molto più insidiosi, provocati da una iperventilazione più leggera ma cronica. Iperventilazione significa semplicemente respirare più del necessario in relazione al metabolismo ed alle circostanze: una respirazione che sarebbe adeguata e giusta se si stesse correndo o svolgendo una faticosa attività fisica è invece eccessiva se si è seduti in poltrona o in macchina.
Il dr. Buteyko ha dimostrato che  l’eccesso di respiro è la causa di circa 150 malattie, comprese alcune forme di cancro. Pertanto, sulle 30.000 malattie note all’umanità, 150 sono un risultato diretto della respirazione eccessiva: malattie come l’asma, epilessia, ipertensione, stenocardia, infarti, colpi apoplettici, emorroidi, eczema e molte altre sono tutte in realtà dei sintomi di un’unica malattia consistente nell’eccesso di respirazione, o meglio, sono non tanto delle malattie quanto piuttosto dei meccanismi difensivi messi in atto dall’organismo per impedire che la perdita di CO2 raggiunga livelli incompatibili con la vita, e come tali questi meccanismi difensivi rimangono finchè non viene eliminata la causa (perdita di CO2 provocata dall’iperventilazione) che li aveva fatti sorgere. Nelle sperimentazioni condotte dal dr. Buteyko  a Mosca e San Pietroburgo e dall’università di Brisbane, Australia, i pazienti asmatici  o che soffrivano di altre malattie sono guariti una volta eliminata l’iperventilazione. Per vedere un elenco della grande quantità e qualità di studi e pubblicazioni scientifiche esistenti sull’iperventilazion, dai quali purtroppo non sono tratte le necessarie conclusioni pratiche-operative è possibile andare al seguente sito italiano di un medico-istruttore Buteyko: www.geocities.com/fiafer
Una domanda sorge a questo punto spontanea: se la ragione di molte malattie è l’eccesso di respirazione, questo eccesso di respirazione da cosa è causato?
Secondo il dr. Buteyko la causa più frequente dell’eccesso di respirazione è  la propaganda martellante sull’utilità della respirazione profonda. Attualmente si insegna alle persone a respirareprofondamente già prima della nascita, quando la madre frequenta sessioni di ginnastica e preparazione al parto in cui le viene insegnato a respirare profondamente. Anche il neonato è indotto a respirare profondamente alzando ed abbassando i suoi braccini. E si continua all’asilo infantile, a scuola, durante le lezioni di ginnastica, sport, ecc.
Anche gli esercizi di yoga insegnati da maestri non abbastanza esperti insistono troppo sulla necessità di riempire al massimo i polmoni , senza mettere abbastanza in evidenza altri fattori della massima importanza nella tradizione yoga autentica, come la necessaria lentezza del ritmo respiratorio. Ci sono poi altre circostanze che fanno aumentare l’intensità del respiro, come il mangiare troppo, e specialmente troppe proteine animali. I prodotti animali fanno aumentare la respirazione più di quelli vegetali  ed i cibi cotti più di quelli crudi.
Un altro fattore che fa aumentare la respirazione è soprattutto la mancanza di movimento, la mancanza di lavoro fisico. L’attività fisica favorisce la formazione ed il rilascio di CO2 dalle cellule, aumentando la sua disponibilità nell’organismo. Questo è il motivo per cui le persone che lavorano fisicamente vivono  in genere più a lungo e più sane. In altre parole l’intensità del respiro aumenta con il riposo a letto (soprattutto sdraiati sulla schiena) e con il dormire eccessivo .  La maggior parte degli attacchi di asma, infarti, paralisi e decessi accadono verso la fine del sonno, intorno alle 5 di mattina.
Altri fattori che aumentano la respirazione sono le varie emozioni, positive o negative, lo stress, fumo ed   la permanenza in ambienti troppo caldi e non aerati, mentre la calma e il freddo fanno diminuire la respirazione.

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3) Riportiamo  qui di seguito un articolo comprensivo della dr. Fiamma Ferraro, autrice del libro Attacco all’Asma.. e non solo” pubblicato   nel marzo 2008 (e nel luglio 2010 nella seconda edizione ampliata ed aggiornata) dalla BIS edizioni (Gruppo Macrolibri) al quale si rinvia per un ulteriore approfondimento, sull’importanza basilare del modo di respirare per la salute. 


“IL METODO DI RESPIRAZIONE BUTEYKO
Contro asma, ipertensione, attacchi di panico
ed altre malattie.

PREMESSA- L’IMPORTANZA FONDAMENTALE DEL MODO DI RESPIRARE PER LA SALUTE
Respiriamo da 20.000 a 70.000 volte al giorno e non possiamo sopravvivere più di qualche minuto senza respirare. E’ chiaro quindi che il fatto di respirare 20.000 anziché 70.000 volte in 24 ore, ed il modo in cui effettuiamo queste respirazioni (diaframmatiche? toraciche? riempiendo interamente i polmoni o solo a metà ecc.) ha conseguenze molto importanti sulla nostra salute. Se però si chiede ai medici quali siano queste conseguenze e quale sia il modo migliore di respirare ci si sente rispondere in uno di questi due modi: 1) dobbiamo respirare riempiendo bene i polmoni ed introducendo la maggior possibile quantità di ossigeno. 2) L’organismo sa da solo come regolare il ritmo respiratorio, automaticamente, in modo ottimale; non dobbiamo quindi interferire e provare a cambiarlo.
La seconda risposta è quella data in genere dai medici della scuola ufficiale mentre la prima è quella data da medici “alternativi” e da maestri di yoga improvvisati.  
La situazione reale non è invece quella che viene in genere rappresentata, con l’ossigeno nella parte del “buono” e l’anidride carbonica nella parte del “cattivo”; quello che conta è invece il giusto rapporto tra ossigeno ed anidride carbonica e tra ossigeno e meccanismi antiossidativi (ci si riferisce ai danni provocati dai radicali liberi, prodotto dell’ossidazione, frutto appunto della presenza d’ossigeno). Come fare affinché vi sia questo giusto rapporto? Occorre evitare la “malattia da eccesso di respirazione” scoperta dal dr. Buteyko ed occorre per questo riaddestrare, con il metodo Buteyko, i meccanismi respiratori con degli esercizi pratici; non è vero infatti che il nostro modo naturale ed automatico di respirare sia sempre il migliore. Molti fattori possono intervenire e provocare sfasamenti nei riflessi respiratori automatici.

Il DR. BUTEYKO (1923-2003). CHI ERA? COSA HA SCOPERTO E PROVATO?
“Konstantin Pavlovich Buteyko, nato in Ucraina, al suo rientro dalla guerra   si iscrisse alla Facoltà di medicina dell’Università di Mosca, dove iniziò a lavorare nel gruppo di terapia clinica guidato dall’Accademico Evgeniy M. Tareiev.
Nel corso di questo lavoro gli venne dato l’incarico di controllare i ritmi respiratori dei pazienti, ed egli passò centinaia di ore ai loro capezzali, ascoltandone la respirazione, ed osservò che la morte dei malati era sempre preceduta, con notevole anticipo, da un aumento della
intensità della respirazione.  Tanto che egli divenne in grado di predire, con stupefacente precisione, l’avvicinarsi della morte in base a quest’unico sintomo, e decise di dedicare i suoi futuri studi e ricerche a questa tematica.
Nel 1952, dopo la laurea con lode in medicina, Buteyko continuò a sperimentare. Egli stesso soffriva da un po’ di tempo di pressione molto elevata e spesso se ne era chiesto il motivo. Misurò i livelli di anidride carbonica (CO2) nel suo corpo e notò che erano più bassi del normale: era noto che una respirazione eccessiva diminuisce i livelli di CO2 nel corpo ed egli pensò che se il suo basso livello di CO2 era causato da un eccesso di respirazione allora, correggendo il suo ritmo respiratorio avrebbe potuto correggere anche il basso livello di CO2.
Buteyko controllò e ricontrollò la sua teoria sui pazienti. Misurando i modelli respiratori di persone che soffrivano di asma, angina ed altre malattie constatò – a questo punto senza più sorpresa-, che tutti quanti, senza eccezione, soffrivano di un eccesso di respirazione (iperventilazione), che portava ad una mancanza di CO2.  Ed ogni volta, riportando la respirazione a modelli normali, il livello di CO2 nell’organismo aumentava e gli attacchi di asma o di altre malattie svanivano. Quando i pazienti tornavano ai modelli respiratori precedenti, gli attacchi riprendevano. Buteyko si rese conto allora di aver effettuato, in modo quasi casuale, una scoperta di enorme importanza, in grado di rivoluzionare il mondo della medicina.
A seguito di ulteriori ricerche Buteyko pose le basi teoriche della sua tesi: l’iperventilazione causa un esaurimento delle riserve di anidride carbonica, e livelli bassi di anidride carbonica nell’organismo provocano delle contrazioni dei vasi sanguigni ed una mancanza di ossigeno nei tessuti. Ciò provoca tutta una serie di meccanismi di difesa messi in azione dall’organismo; questi meccanismi di difesa vengono capiti male, etichettati come malattie e combattuti.
In questa ricerca Buteyko venne peraltro a conoscenza di alcuni esperimenti i cui risultati sostenevano la fondatezza della sua tesi.
Dopo varie sperimentazioni, i risultati positivi vennero e riconosciuti e dal 1980  il metodo Buteyko è stato ufficialmente usato nell’ex Unione Sovietica non solo per l’asma e le malattie respiratorie ma per tutta una serie di altre patologie.
Nei 6 anni successivi 100.000 ammalati di asma vennero trattati con il metodo Buteyko. Tra questi, ben 92.000 non hanno più avuto bisogno di assumere medicine contro l’asma.
Il dr. Buteyko è  improvvisamente morto il 4 maggio 2003 a Mosca. Aveva più di 80 anni e fino all’ultimo giorno è rimasto in ottima salute e piena attività.

LA MALATTIA DELL’ECCESSO DI RESPIRAZIONE (IPERVENTILAZIONE)
Il grande merito del dr. Buteyko è stato quello di raccogliere e collegare in un quadro logico ed unitario le varie informazioni, già note alla scienza medica in modo frammentario, sui danni prodotti dall’eccesso di respirazione (iperventilazione), che provoca una perdita eccessiva di CO2 . In mancanza di CO2 l’ossigeno non può passare dal sangue ai tessuti (effetto Verigo-Bohr). La scienza già conosceva da tempo i danni prodotti dagli attacchi di

iperventilazione acuta ma ignorava quelli, molto più insidiosi, provocati da una iperventilazione più leggera ma cronica .
Il dr. Buteyko ha dimostrato che  l’eccesso di respiro è la causa di circa 150 malattie. Pertanto, sulle 30.000 malattie note all’umanità, 150 sono un risultato diretto della respirazione eccessiva: malattie come l’asma, epilessia, ipertensione, stenocardia, infarti, colpi apoplettici, emorroidi, eczema e molte altre sono tutte in realtà dei sintomi di un’unica malattia consistente nell’eccesso di respirazione, o meglio, sono non tanto delle malattie quanto piuttosto dei meccanismi difensivi messi in atto dall’organismo per impedire che la perdita di CO2 raggiunga livelli incompatibili con la vita, e come tali questi meccanismi difensivi rimangono finché non viene eliminata la causa (perdita di CO2 provocata dall’iperventilazione) che li aveva fatti sorgere. Nelle sperimentazioni condotte dal dr. Buteyko  a Mosca e San Pietroburgo e dall’università di Brisbane, Australia, e Calgary,Canada, numerosi pazienti asmatici    sono guariti o molto migliorati una volta eliminata l’iperventilazione.
Cosa significa “iperventilare?”  Più che “respirare troppo” in assoluto, significa  invece respirare in modo non adeguato ed eccessivo rispetto alle esigenze dell’organismo impegnato in una determinata attività. Una respirazione che sarebbe giusta ed adeguata se si stesse correndo o comunque svolgendo attività fisica, (e durante   l’attività fisica l’organismo produce una grossa quantità di CO2, che  deve in effetti  essere in parte eliminata) è invece eccessiva e dannosa se  si è seduti al volante o alla scrivania e si respira affannosamente perché ci si sta arrabbiando con un automobilista o con il capoufficio. In questo caso l’organismo reagisce, in base ad un istinto primordiale, (cosiddetta “risposta adrenergica: spavento, combatti o fuggi”) come se si fosse in presenza di un pericolo che richiederà un’intensa attività fisica e che scatena l’impulso a respirare molto, appunto in previsione dell’attività fisica con accumulo di CO2  che invece in genere non avviene, perché si resta seduti. Il frequente ripetersi di questi episodi di stress quotidiano porta allo sfasamento del ritmo respiratorio, che diviene in permanenza, anche quando si dorme, un po’ più intenso del necessario.
Per vedere un elenco della grande quantità e qualità di studi e pubblicazioni scientifiche esistenti sull’iperventilazione, dai quali purtroppo non sono tratte le necessarie conclusioni pratiche-operative è possibile andare al seguente sito italiano di un medico-istruttore Buteyko: http://www.geocities.com/fiafer
Una domanda sorge a questo punto spontanea: se la ragione di molte malattie è l’eccesso di respirazione, questo eccesso di respirazione da cosa è causato?
Secondo il dr. Buteyko la causa più frequente dell’eccesso di respirazione è  la propaganda martellante sull’utilità della respirazione profonda. Attualmente si insegna alle persone a respirare profondamente già prima della nascita, quando la madre frequenta sessioni di ginnastica e preparazione al parto in cui le viene insegnato a respirare profondamente. Anche il neonato è indotto a respirare profondamente alzando ed abbassando i suoi braccini. E si continua all’asilo infantile, a scuola, durante le lezioni di ginnastica, sport, ecc.
Anche gli esercizi di yoga insegnati da maestri non abbastanza esperti insistono troppo sulla necessità di riempire al massimo i polmoni , senza mettere abbastanza in evidenza altri fattori della massima importanza nella tradizione yoga autentica, come la necessaria lentezza del ritmo respiratorio. Ci sono poi altre circostanze che fanno aumentare l’intensità del respiro, come il mangiare troppo, e soprattutto la mancanza di movimento, la mancanza di lavoro fisico. L’attività fisica favorisce la formazione ed il rilascio di CO2 dalle cellule, aumentando la sua disponibilità nell’organismo. Questo è il motivo per cui le persone che lavorano fisicamente vivono  in genere più a lungo e più sane. In altre parole l’intensità del respiro aumenta con il riposo a letto (soprattutto sdraiati sulla schiena) e con il dormire eccessivo .  La maggior parte degli attacchi di asma, infarti, paralisi e decessi accadono verso la fine del sonno, intorno alle 5 di mattina.
Altri fattori che aumentano la respirazione sono le varie emozioni, positive o negative, lo stress, fumo ed alcool,  la permanenza in ambienti troppo caldi e non aerati, mentre la calma e il freddo fanno diminuire la respirazione. 

LA”GIUSTA RESPIRAZIONE”. QUAL  E’?

Tutti sanno ormai che per nutrirsi bene non basta riempire lo stomaco con la maggior quantità possibile di cibo; occorre invece che  gli elementi nutritivi del cibo – mangiato in quantità giusta-   passino nel sangue e da questo nei vari tessuti dell’organismo. Se qualcosa in questi meccanismi di assimilazione  non funziona, si può morire di fame pur mangiando in quantità. E’ questo ad esempio quello che accadeva ai diabetici prima della scoperta dell’insulina. Il loro sangue era pieno di zucchero ma mancava la chiave d’accesso (l’insulina) che consentiva allo zucchero di passare dal sangue ai tessuti, che morivano di fame.
Stranamente invece, per quanto riguarda la respirazione, quasi tutti pensano che per godere delle proprietà vivificanti dell’ ossigeno (O2), sia sufficiente introdurlo in grandi quantità nei polmoni con la respirazione. Vediamo invece cosa succede una volta introdotto l’O2 nei polmoni. Innanzitutto, con dei meccanismi sui quali non ci si sofferma l’O2 deve passare dai polmoni al sangue (e, salvo in caso di malattie polmonari o bronchiali, questo passaggio quasi sempre funziona bene). Dal sangue, l’ossigeno deve poi essere assimilato dalle cellule dei tessuti dei vari organi (cervello, cuore ecc.). E qui invece si verificano molto spesso dei problemi. Cosa succede? Succede che le particelle di ossiemoglobina del sangue (e cioè l’emoglobina che, dopo avere assimilato l’ossigeno, si è appunto trasformata in ossiemoglobina) trattengono strettamente l’ossigeno, rifiutando di cederlo e lasciarlo passare nei tessuti. Succede quindi che i vari organi soffrono di carenza di ossigeno, pur in presenza di un sangue saturo di ossigeno, esattamente come gli organi dei diabetici soffrono di mancanza di zucchero pur in presenza di un sangue saturo di zucchero! Come mai?   Perché per consentire il passaggio dell’ossigeno dal sangue ai tessuti è necessaria la presenza di anidride carbonica in quantità sufficiente. In assenza di CO2 nella giusta concentrazione, l’ossiemoglobina nel sangue non può liberare l’ossigeno e lasciarlo passare nei tessuti in misura sufficiente.

RUOLO DELL’ ANIDRIDE CARBONICA E SUA IMPORTANZA NELLA RESPIRAZIONE INTERNA

La necessità della CO2 per il passaggio dell’O2 dal sangue ai tessuti non è una teoria di qualche stravagante scienziato “alternativo”; si tratta invece di una circostanza già scoperta all’inizio del 1900 e comunemente ammessa  e conosciuta da tutti gli esperti del settore sotto il nome di “effetto Verigo -Bohr”.    Stranamente però questo effetto Verigo- Bohr, che pure è descritto in tutti i testi di fisiologia usati nelle  università, non era mai stato approfondito e studiato a fondo nelle sue conseguenze, finché, nel 1950, il medico russo K.P. Buteyko non vi si è soffermato, effettuando- con tutti i crismi del rigore scientifico, delle scoperte stupefacenti quanto al ruolo della CO2 nell’organismo umano.
L’atmosfera che ci circonda contiene una concentrazione di ossigeno del 21%, mentre alle nostre cellule ne basta una pari al 13%; le nostre cellule hanno invece bisogno di una concentrazione di anidride carbonica al 6,5% e l’atmosfera ne contiene una pari solamente allo 0,03%. In ambienti chiusi magari si arriva allo 0,05% ma siamo ancora molto lontani dal 6,5% presente nell’organismo dei bambini nel grembo materno e all’interno delle nostre cellule da adulti. Contrariamente alla pubblica percezione, la CO2  che espiriamo non era contenuta nell’aria che inspiriamo ma è prodotta all’interno dell’organismo. Nel processo di produzione di energia, le sostanze nutritive contenute nei cibi che abbiamo mangiato sono bruciate dall’ ossigeno inspirato e producono energia (ADN adenosin-trifosfato) insieme ad acqua ed anidride carbonica. L’anidride carbonica (CO2) non è soltanto un gas di scarto  (come non lo è l’acqua prodotta in questo processo) ma è indispensabile per molte funzioni nell’organismo umano; è tra l’altro indispensabile per consentire il passaggio dell’ossigeno dal sangue alle cellule dei tessuti; in assenza di CO2 questo passaggio non avviene (effetto Verigo- Bohr scoperto fin dal 1900). E’ indispensabile quindi che nell’organismo vi sia la quantità giusta di CO2. Una respirazione eccessiva, profonda e rapida, provoca, con l’espirazione, una perdita eccessiva di CO2, e questa perdita provoca a sua volta degli scompensi nell’organismo.   Alla perdita eccessiva di anidride carbonica segue una serie di meccanismi difensivi con i quali l’organismo cerca di impedire che la perdita di CO2 arrivi a livelli incompatibili con la vita. Questi meccanismi difensivi sono erroneamente scambiati per malattie da combattere e contro di essi, anziché sulla causa originaria dello squilibrio (e cioè la perdita eccessiva di CO2) viene concentrata la lotta.
Queste scoperte del medico K.P.Buteyko sono ormai conosciute ed applicate nei paesi dell’ex Unione Sovietica ed in Australia (dove sono state confermate da sperimentazioni effettuate nell’Università del Queensland) e si stanno ora diffondendo anche in Inghilterra, Stati Uniti e Canada. Da noi sono ancora pressoché ignote. (Finora ne hanno parlato solo i libri “Vivere di più respirando di meno” e “Attacco all’asma”  di Rosa Maria Chicco., pubblicati da BLU INTERNATIONAL STUDIO  e, fino a poco fa, solo alcuni articoli apparsi su alcune  riviste “Nexus” (nr.26-2000 e numero di maggio del 2006)  e “L’Altra Medicina” (nr.4-2000)

IL METODO BUTEYKO CONTRO L’ASMA
Ormai in Europa un bambino su 8 è asmatico e anche se sono state formulate varie ipotesi, non è ancora chiaro quali  siano le vere cause dell’asma. Non è inoltre chiaro il motivo del suo aumento vertiginoso: alcuni ipotizzano una responsabilità nel gran numero di vaccinazioni alle quali sono sottoposti i bambini, altri attribuiscono la colpa all’eccessiva igiene!
In realtà il collegamento tra asma e respirazione è intuitivo e la vera causa dell’asma, come ha scoperto e provato il dr. Buteyko, e come hanno provato i trials sopracitati, condotti con tutti i crismi della scienza,  è da cercare nell’ errato modello respiratorio. La quantità d’aria normalmente respirata al minuto da una persona sana e adulta a riposo dovrebbe aggirarsi sui 4-6 litri al minuto. Gli asmatici, anche se hanno l’impressione di non respirare, ne respirano una quantità  pari al doppio, triplo o quadruplo, e ciò è confermato da tutte le misurazioni condotte dalla medicina ufficiale. Quasi tutti i medici  non attribuiscono particolare attenzione alla quantità d’aria normalmente respirata al minuto dai loro pazienti asmatici e ritengono semmai che l’iperventilazione sia non la causa ma semmai un effetto dell’asma. Nella sperimentazione ufficiale, condotta nel 1994-95 presso il Mater Hospital, in Australia, è stato accertato, con notevole sorpresa di alcuni specialisti, che tutti i 39 asmatici che partecipavano alla sperimentazione respiravano in eccesso anche quando non avevano attacchi d’asma. La quantità d’aria che respiravano si aggirava sui 15 litri al minuto, e cioè il triplo del normale. La stessa sperimentazione ha accertato che i pazienti sottoposti al trattamento Buteyko avevano diminuito l’iperventilazione da 15 a 9 litri al minuto e, di conseguenza, avevano potuto ridurre, già nel corso della sperimentazione, l’uso di broncodilatatori del 90% e di steroidi del 50%. Nel gruppo di controllo che aveva continuato ad iperventilare non si era invece registrato alcun miglioramento.
Il mantenimento del delicato equilibrio  tra i livelli di ossigeno (O2) ed anidride carbonica (CO2)  è in realtà essenziale per il buon funzionamento di tutto l’organismo umano. Tutti e due devono essere presenti nelle giuste quantità. Quando si respira in eccesso il livello di CO2 (emessa nell’espirazione, che è proporzionale  all’inspirazione)  cala drammaticamente: mentre normalmente dovrebbe aggirarsi sul 5,5-6%, negli asmatici  la quantità di CO2 presente negli alveoli polmonari non supera il 3,5-4,5%. Questa insufficienza di CO2 non consente, a causa dell’ effetto “Verigo-Bohr” (citato in tutti i libri di fisiologia medica studiati nelle Università) , di raggiungere i tessuti.
In altri termini: è la presenza di CO2 (anidride carbonica) che dà il segnale dell’esigenza di ossigeno, e quando vi è poca CO2  l’organismo crede, erroneamente, che non vi sia poi tanto bisogno di O2 e invece di farlo passare dal sangue ai tessuti lo fa di nuovo uscire con l’espirazione.
Ciò induce l’organismo a mettere in opera dei meccanismi di difesa, per diminuire l’afflusso d’aria e contrastare così una  perdita eccessiva di CO2 che, se proseguisse indisturbata, avrebbe conseguenze mortali. Quali sono questi meccanismi difensivi? Cosa può fare, l’organismo nella sua saggezza per limitare l’afflusso d’aria? La prima, più ovvia misura è appunto quella di restringere le vie attraverso le quali passa l’aria, e questo è appunto ciò che accade durante un attacco d’asma. I tubicini  bronchiali si restringono spasmodicamente (broncospasmo). Inoltre le membrane delle vie respiratorie si gonfiano in modo da diminuire il passaggio dell’aria ed in esse si forma un eccesso di muco. Un attacco d’asma è quindi un circolo vizioso provocato dall’iperventilazione, in cui le vie respiratorie si contraggono, si restringono e si ricoprono di muco per diminuire l’afflusso d’aria. Ciò provoca nella persona colpita dall’attacco una sensazione di mancanza d’aria, ma più ci si sforza di respirare, e più i tre meccanismi difensivi di cui sopra fanno in modo che l’iperventilazione non aumenti ulteriormente; più ci si sforza di respirare e peggiore diventa l’attacco d’asma.
Quanto si è detto sulle cause dell’asma fa apparire chiaramente quale possa essere un trattamento  che porti alla guarigione vera e propria e non solo ad una attenuazione dei sintomi. Se è vero, come il dr. Buteyko e gli studi effettuati hanno dimostrato, che l’asma, più che una malattia, è una reazione difensiva con la quale l’organismo cerca di impedire i più gravi danni che rischiano di derivargli da una perdita eccessiva di CO2 causata da un modello di respirazione inadeguato, appare chiaro che per guarire (o meglio per  rendere non più necessario il meccanismo di difesa) occorre imparare a respirare in modo diverso. Se si elimina l’iperventilazione, se si normalizza la respirazione, allora vengono  meno  i broncospasmi, l’equilibrio ormonale si normalizza e vengono meno anche  l’infiammazione ed il muco nei polmoni.
Appaiono quindi evidenti anche   alcune incongruenze del trattamento dell’asma attualmente in uso; indubbiamente in caso d’emergenza un broncodilatatore può essere indispensabile e salvavita ma sono soprattutto dannosi, secondo il dr. Buteyko, i broncodilatatori ad effetto prolungato, che tenendo continuamente dilatate quelle vie respiratorie che l’organismo vorrebbe invece restringere per diminuire l’afflusso-deflusso d’aria, possono provocare conseguenze mortali. I numerosi decessi verificatisi in Gran Bretagna a seguito appunto dell’uso di un broncodilatatore di lunga durata, (tanto che si sta pensando di ritirarlo dalla circolazione), sembrerebbero dar ragione al dr. Buteyko. Quanto all’uso del cortisone, secondo Buteyko il modo sbagliato di respirare provoca anche uno scombussolamento dell’equilibrio ormonale ed una diminuzione della produzione naturale di cortisone (e quindi uno stato di infiammazione cronica). L’uso del cortisone, in piccole dosi e per una breve durata, è secondo Buteyko meno dannoso dei broncodilatatori ad effetto prolungato.


LA “PAUSA CONTROLLO”. UN TEST FACILE ED ESSENZIALE PER VALUTARE LE CONDIZIONI DELLA VOSTRA RESPIRAZIONE E QUINDI DELLA VOSTRA SALUTE
Come fare per controllare se si ha un livello sufficiente di CO2 e quindi una buona respirazione? E’possibile farlo con un controllo semplicissimo che  prende pochi minuti. Se il livello è insufficiente è consigliabile iniziare subito gli esercizi del metodo di respirazione Buteyko.
Ognuno dovrebbe curarsi di eseguire questo piccolo test per controllare se respira in modo sano o no.
Si tratta di un controllo facile, che si può eseguire a casa propria da soli, che non costa nulla e che per il mantenimento della salute è più utile ed importante della misurazione della pressione, del tasso di colesterolo e di tutti gli esami medici in genere consigliati a titolo preventivo. (Con ciò non si intende certo dissuadere dall’effettuare anche questi esami!)
Secondo il dr. Buteyko, quando si respira in modo sano si introducono nei polmoni non più di 4-6 litri di aria al minuto. E’ facile introdurne di più senza rendersene conto e chi ne introduce di più respira troppo e quindi cade nei pericoli dell’iperventilazione, magari leggera ma preoccupante se diviene permanente, di cui si è detto  a proposito dell’iperventilazione.
Per accertare da soli quale sia il volume d’aria che si introduce nei polmoni non servono complicate apparecchiature, serve solo un orologio con la lancetta dei secondi, e si procede in questo modo.
1. Sedetevi comodi su una sedia con lo schienale dritto.
2. Rilassatevi ed espirate normalmente.
3. Ripetete una normale inspirazione, esalate normalmente e dopo l’esalazione chiudete il naso con le dita e tenetelo chiuso.
4. Tenendo anche la bocca chiusa, contate quanti secondi potete aspettare senza molto disagio prima di dover inalare di nuovo.
Non sforzatevi troppo. L’esattezza del test dipende dal fatto che vi fermiate prima di raggiungere la soglia di un vero disagio.
Il numero di secondi che trascorre prima che sentiate la netta esigenza di dover inalare è la cosiddetta “pausa-controllo”; (abbreviata in “PC”).
E’ molto importante misurare correttamente la pausa-controllo. A questo proposito va’ precisato che con il termine “senza molto disagio” si intende appunto questo. Nel momento in cui si inizia ad avvertire distintamente la sensazione di disagio, la netta sensazione di mancanza d’aria, si misura il tempo trascorso da quando, dopo aver esalato, ci si è tappato il naso; non bisogna quindi esagerare ed aspettare un disagio forte (si avrebbe un valore eccessivo ed illusorio della PC), ma non bisogna nemmeno interrompere la pausa non appena si avverte la prima voglia di inalare di nuovo (si avrebbe un valore della PC troppo breve); bisogna aspettare la sensazione distinta di mancanza d’aria e di un netto disagio, e solo allora misurare il tempo raggiunto.
E’ importante anche tenere presente che non bisogna mai trattenere il respiro a polmoni pieni; bisogna prima espirare normalmente e poi trattenere il respiro per misurare la pausa-controllo.
Una pausa-controllo di 50-60 secondi o più indica che siete in eccellente salute.
Se invece non superate i 25 secondi, ciò significa che nella vostra salute c’è qualcosa da migliorare, anche se non si è ancora manifestata alcuna malattia. E’ bene adottare urgentemente delle misure preventive, sotto forma di un miglioramento della respirazione, con gli esercizi  Buteyko.
Se la pausa-controllo non supera i 10 secondi avete un serio problema di iperventilazione; probabilmente soffrite già di asma o di qualche malattia che si è già manifestata.
La pausa-controllo ideale ha una durata di 60 secondi. Se ora dividete questo numero per la durata della PC che avete raggiunto saprete per quante persone respirate; se ad esempio la vostra PC è 30, ciò vuol dire che respirate per due persone , e cioè 8-10 litri d’aria invece dei 4-5 ideali. Se la vostra PC è 20, ciò significa che respirate tre volte più di quanto dovreste: che respirate per tre persone. Se considerate il respirare come una forma di alimentazione, provate ad immaginare quanto vi danneggerebbe mangiare costantemente per 2, 3 o 4 persone e avrete un’idea di quanto possa danneggiarvi anche il respirare per 4 persone. L’importanza di tenere regolarmente sotto controllo la vostra salute con la pausa-controllo non può essere sopravvalutata. La sua durata rispecchia esattamente il vostro attuale stato di salute.
Se, a seguito degli esercizi Buteyko, raggiungete dei valori di 50-60, tutti i vostri sistemi quello immunitario, metabolico, digestivo, cardiovascolare- funzioneranno in modo ottimale, avrete più energia , meno bisogno di sonno, raggiungerete il vostro peso ideale e sembrerete ringiovaniti di dieci anni..
Se la vostra PC si aggira sui 20 dovreste iniziare subito gli esercizi Buteyko, per sventare il pericolo di essere colpiti, in un futuro più o meno prossimo, da qualche serio disturbo. Non è il caso tuttavia di farsi prendere dal panico. Il problema in genere si localizza nel   punto più debole di ognuno; tutti abbiamo dei punti tradizionalmente deboli e questi punti deboli risentono più degli altri dei fattori negativi, come gli eccessi di alimentazione , di respirazione, stress o altri.
Se la vostra PC non supera i 10-15 secondi è probabile che si sia già manifestata qualche malattia, anche se forse non ve ne siete ancora accorti. Malattie come il diabete, la tubercolosi, il rialzo della pressione, possono essere presenti già da tempo senza che l’interessato se ne sia accorto. Secondo il dr. Buteyko non esistono praticamente eccezioni nel collegamento tra la durata della PC e le condizioni di salute di una persona Questa affermazione, che può sembrare azzardata, è basata sui controlli effettuate dal dr. Buteyko in Russia su centinaia di migliaia di persone.

GLI ESERCIZI  DEL METODO BUTEYKO. COME IMPARARLO IN ITALIA
Cosa fare se il risultato del piccolo test sopra descritto e consigliato non è soddisfacente?
Come fare per imparare la respirazione Buteyko? E’difficile? In linea di massima no. Come è purtroppo stato facile acquisire cattive abitudini respiratorie,così pure non è troppo difficile cambiarle ed acquisirne altre. Occorre tuttavia un minimo di perseveranza. Si tratta infatti di un riflesso automatico, che funziona indipendentemente dalla nostra attenzione e volontà, anche quando dormiamo e, come accade per tutti i riflessi automatici, occorre un po’ di tempo per cambiarlo, ma  poiché si respira 24 ore su 24 potrebbe trattarsi di una delle misure più efficaci per  la  mantenere e o riacquistare la salute.
E’ in genere sufficiente, per chi sia in buona salute e desideri imparare il metodo a titolo preventivo, leggere il libro sopra citato,  “Attacco all’Asma… e non solo”.   Vi sono poi numerosi altri libri, tutti in inglese ed uno in tedesco, i cui titoli possono essere trovati sulle centinaia di siti web che parlano in inglese o in altre lingue del metodo Buteyko.
Chi lo preferisca – e nei casi di persone con problemi di salute è vivamente consigliabile,- può imparare la tecnica seguendo uno dei corsi di fine settimana tenuti dagli istruttori Buteyko. Come trovarli? E’ bene non fidarsi solo del fatto che qualcuno ha un nome russo. Sul sito dell’Associazione Buteyko- Italia si trova un elenco di istruttori  con qualifiche  controllate  dall’Associazione.
Il “metodo Buteyko” si sta  diffondendo a macchia d’olio in molti Paesi, anche se contro di lui vi è sia una parte della medicina “ufficiale”, che non vede di buon occhio una  cura che non usa preparati farmaceutici, sia   una parte della medicina alternativa, che mette in rilievo l’importanza di una buona ossigenazione e a volte reagisce in modo quasi isterico nel sentir parlare dell’importanza che l’anidride carbonica ha per l’organismo. Certamente, una quantità eccessiva di CO2 nell’organismo  è dannosa o mortale, (anche l’acqua in eccesso lo è) ma, nella giusta quantità, la CO2  è tuttavia indispensabile per la vita e, circostanza riportata in tutti i testi di fisiologia, se scende al di sotto di un livello minimo si muore. Se, ciò nonstante, il m etodo Buteyko si sta diffondendo sempre di più (è ormai diffusissimo e raccomandato da molti medici non solo in Russia, Australia e Nuova Zelanda ma anche in Gran Bretagna, Germania, Canada e Stati Uniti) è appunto perché si è visto che funziona. 

SPERIMENTAZIONI CLINICHE EFFETTUATE
Nei trials effettuati nell’ ex URSS fin dal 1980 e, in doppio cieco, presso l’Università di Brisbane,Australia, (1994)  l’Ospedale di Glascow, Gran Bretagna (2003) ed in Nuova Zeland (2004) è stato ufficialmente sperimentato con risultati eccezionali,(riduzione del 90% dell’uso di broncodilatatori ),confermati dalle constatazioni di centinaia di medici e migliaia di pazienti,quanto scoperto 40 anni fa dal medico scienziato ucraino K.Buteyko.
Nella sperimentazione ufficiale condotta nel 1994-95 presso il Mater Hospital, in Australia, è stato accertato, con notevole sorpresa di alcuni specialisti, che tutti i 39 asmatici che partecipavano alla sperimentazione respiravano in eccesso anche quando non avevano attacchi d’asma. La quantità d’aria che respiravano si aggirava sui 15 litri al minuto, e cioè il triplo del normale. La stessa sperimentazione ha accertato che i pazienti sottoposti al trattamento Buteyko avevano diminuito l’iperventilazione da 15 a 9 litri al minuto e, di conseguenza, avevano potuto ridurre, già nel corso della sperimentazione, l’uso di broncodilatatori del 90% e di steroidi del 50%. Nel gruppo di controllo che aveva continuato ad iperventilare non si era invece registrato alcun miglioramento.
Questi risultati sono stati confermati da un altro trial in doppio cieco su larga scala, appena terminato presso l’Ospedale di Glascow, Gran Bretagna.ormai numerosi medici in Gran Bretagna e USA applicano il metodo risultante da queste scoperte, che in Australia è dal 1998 ufficialmente raccomandato dalla Federazione Nazionale contro l’Asma. 
Sono qui elencati i riferimenti relativi alle sperimentazioni citate:
Qui di seguito elenco i riferimenti delle sperimentazioni cliniche effettuate: per il metodo Buteyko
• Buteyko breathing techniques in asthma: a blinded randomized controlled trial. Bowler S, Green A, Mitchell CA. Medical Journal of Australia, Vol 169, 7/21 December 1998:575-578. 
o A clinical trial of the Buteyko Breathing Technique in asthma as taught by a video.” Opat AJ, Cohen MM, Bailey MJ, Abramson MJ. Journal of Asthma, 37(7), 667-564 (2000).
• “Effect of two breathing exercises (Buteyko and pranayama) in asthma: a randomized controlled trial.” Cooper S, Osborne J, Newton S, Harrison V, Thompson Coon J, Lewis S, Tattersfield A. Thorax August 2003; 58:674-679. 
• “Buteyko Breathing Technique for asthma: an effective intervention.” Patrick McHugh, Fergus Aitcheson, Bruce Duncan, Frank Houghton: The New Zealand Medical Journal. 12-December-2003, Vol 116 No 1187.
Direct Access to article through copyright protected (NZMA) link. (Link to remote site)
• “Health Education: Does the Buteyko Institute Method make a difference?” Jill McGowan, Education and training consultant in Asthma Management. Thorax Vol 58, suppl III, page 28) December 2003.

Tutte le sperimentazioni nel mondo di lingua inglese, sopra citate, sono state effettuate  in relazione all’asma. Vi è poi una serie di trials effettuati in Russia e non tradotti, di cui pertanto non sono qui pubblicati gli estremi, che documentano l’efficacia del metodo Buteyko contro altre malattie, diverse dall’asma.”

( Dr. Fiamma Ferraro)


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