Archivi del giorno: settembre 12, 2011

Le nuove sorprendenti virtù del Mirtillo

Secondo una nuova scoperta dell’Istituto Agrario i mirtilli contengono anche i flavonoli glicosidi, composti naturali anticancerogeni e protettivi per le coronarie. Nel piccolo frutto fiino a 23 diversi flavonoli.
 
Che il mirtillo coltivato facesse bene alla salute già si sapeva, è noto infatti essere una straordinaria fonte di composti bioattivi, le antocianine. Tuttavia nei laboratori dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige si è scoperto che questi piccoli frutti contengono altre sostanze molto preziose: i flavonoli glicosidi, in particolare la quercetina, una classe di composti naturali noti per le loro proprietà antiossidanti, anticancerogene e di protezione dalle malattie coronariche.
Mirtillo coltivato “buono” come il mirtillo di bosco. Lo studio, durato quattro anni e finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, è stato pubblicato di recente sulla rivista scientifica americana “Journal of food composition and analysis”. 
L’articolo firmato da Urska Vrhovsek, Domenico Masuero, Luisa Palmieri e Fulvio Mattivi riguarda appunto l’identificazione e la quantificazione dei flavonoli glicosidi nelle differenti cultivar di mirtillo. “Abbiamo scoperto -spiega Urska Vrhovsek, ricercatrice del Dipartimento Qualità Alimentare e Nutrizione del Centro ricerca e innovazione – che il mirtillo coltivato è del tutto simile nella composizione al mirtillo di bosco. Può contenere in media circa 200 mg/kg di una complessa miscela contenente fino a 23 diversi flavonoli. Una singola porzione di mirtilli (150 grammi), fornisce quindi in media 30 milligrammi di flavonoli, ossia due-tre volte superiore a quelli che vengono giornalmente assunti nella dieta occidentale. Questo significa che il mirtillo coltivato è in assoluto una tra le fonti più concentrate di flavonoli glicosidi nella dieta umana”.
Mirtilli in cifre. La produzione attuale in Italia è di circa 1500 tonnellate a stagione (Fonte FAO 2009) ed è in forte aumento. La varietà più coltivata in Italia è la Duke (50 % della produzione totale), seguita da Brigitta Blue (30%). In Trentino, la produzione di mirtillo è iniziata nei primi anni Novanta grazie alla introduzione della varietà Brigitta e ha avuto un notevole aumento nei primi anni del Duemila per arrivare alle 680 tonnellate attuali (Fonte: Centro Trasferimento Tecnologico IASMA).

Stress da rientro dalle vacanze, un aiuto dai chicchi d’uva

I chicchi di uva sono un alleato prezioso contro lo stress da rientro dalle vacanze. La ripresa della quotidianità e le temperature ancora elevate, infatti, comportano un cambiamento drastico dei ritmi di vita. A suggerire la soluzione, è la Coldiretti.

Molti studi scientifici, tra cui anche la ricerca dell’Istituto di patologia vegetale dell’Università di Milano e pubblicata sul “Journal of the Science of Food and Agricolture” hanno dimostrato come la melatonina contenuta nelle uve rosse, oltre a svolgere una’azione antiossidante, possa aiutare a regolare i ritmi circadiani negli esseri umani e il ciclo sonno-veglia. Come fa notare la stessa Coldiretti, le ricerche in realtà, vanno a confermare quanto da sempre sostenuto dalla tradizione popolare riguardo alle proprietà tranquillizanti della frutta.

Secondo le analisi scientifiche, la frutta conterrebbe sostanze con la stessa funzione del diazepam, un principio attivo presente in molti farmaci e che si trova in modo particolare nella mela. Non è un caso, infatti, che il consumo di alimenti con zuccheri semplici, come la frutta, aumenterebbe la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello e in altri tessuti, nota anche come l’ormone del buonumore poiché stimola il rilassamento e il benessere. Ma anche gli ortaggi e le verdure sono ricchi di proprietà curative. Come sottolinea la Coldiretti, infatti, la frutta e le verdure di stagione, non solo aiutano a combattere il caldo, ma sono soprattutto una farmacia naturale a portata di mano.

L’uva è ideale per le persone nervose e insonni, ricca di vitamine B6, A e C, le pesche, sono depuranti, ricche di betacarotene, la mela aiuta a controllare la colesterolemia e a combattere la diarrea grazie alla presenza di potassio e sodio, le pere, ricche di fibra e acqua sono adatte per gli intesini pigri, i peperoni sono una miniera di vitamina C e A, e di preziosi sali minerali come calcio e fosforo. Le zucchine verdi sono estremamente digeribili e i loro fiori sono ricchi di vitamina A, così come i pomodori, ricchi di betacarotene e licopene, un potente antiossidante. (fonte www.medicinalive.com)

Medicina naturale: Coriandolo ottimo Antibiotico

Quando veniamo colpiti da intossicazioni alimentari ed infezioni, il nostro corpo viene messo sotto scacco da diverse tipologie di batteri che mettono a dura prova il nostro sistema immunitario. Lo stesso assunto è valido per molte patologie derivanti dagli stessi. In questo caso ci vengono prescritti degli antibiotici specifici o ad ampio spettro a seconda di ciò che ci ha colpito. In natura esiste una spezia che solitamente viene usata in cucina, dalle particolari doti antibiotiche: il coriandolo.

Non è una novità che molte erbe aromatiche o le spezie spesso nascondano dietro ad un gusto piacevole  la capacità di poter “curare” il nostro organismo naturalmente.  Pe capire come funzionano, basta sottolineare un assunto innegabile: rappresentano un ottima alternativa al sale, limitando in questo modo l’incidenza dello sviluppo di malattie cardiovascolari come l’ipertensione.

La loro capacità di conservazione ci salva molto spesso da brutte intossicazioni. Noi oggi vogliamo concentrarci, attraverso il coriandolo, sulle loro capacità antibatteriche. E lo facciamo parlandovi di uno stiudio, recentemente pubblicato sul Journal of Medical Microbiology su come l’olio essenziale di coriandolo possa essere considerato un antibiotico naturale a tutti gli effetti.

In base a questa ricerca condotta dagli scienziati portoghesi di Beira Interior, questa sostanza risulta efficace ed attivo su una serie ben specifica di batteri. Vi basterà sapere che tra i 12 su cui agisce vi sono anche dei batteri killer: l’Escherichia Coli, la Salmonella enterica, il Bacillus cereus e il meticillina-resistente Staphylococcus aureus (MRSA).

Per confermare i propri dati, i ricercatori dell’Università hanno “messo alla prova” diverse soluzioni a base di olio di coriandolo su altrettanti ceppi batterici.  Il risultato entusiasmante è constato nel rendersi conto che per abbattere molti agenti patogeni erano sufficienti soluzioni all’1,6% di olio essenziale di coriandolo. Ed in alcuni casi anche di percentuali più basse. Commenta la coordinatrice dello studio Fernanda Domingues:

risultati dello studio indicano che l’olio di coriandolo danneggia la membrana che circonda le cellule batteriche. Questo interrompe la barriera tra la cella e il suo ambiente e inibisce processi essenziali tra cui la respirazione, che alla fine porta alla morte della cellula batterica.

Si aprono quindi nuove strade di utilizzo per questa sostanza, da tempo utilizzata come additivo in campo alimentare, tra le quali quella di una possibile alternativa ai normali antibiotici di sintesi, verso i quali l’organismo tende con il tempo a sviluppare resistenza (fonte www.medicinalive.com)

Per prevenire il Tumore al Colon mangiate tante Cipolle (ma con la buccia!)

Regine della tavola, ma soprattutto fide alleate contro il tumore al colon. Le cipolle sono una vera meraviglia della natura, un prodotto della terra che istintivamente associamo al profumo del soffritto che invade la casa, e alle bellissime “collane” che ornavano le cucine delle nostre nonne come dorati pendenti. Che la cipolla facesse bene alla salute, dotata di molteplici virtù depurative e disintossicanti, lo si sapeva, ma oggi vi segnalo una scoperta che ci farà amare ancora di più questo splendida pianta bulbacea, incluse le sue parti di solito meno appetibili.

I ricercatori dell’Università autonoma di Madrid hanno infatti scoperto ulteriori qualità contenute soprattutto nella buccia e nei primi strati delle cipolle. Si tratta di fibre e flavonoidi in grado di proteggere il nostro organismo da malattie cardiache, diabete, nonché soprattutto il tumore al colon-retto, una delle neoplasie più diffuse sia tra gli uomini che tra le donne.
 
L’unico problema è che proprio le parti esterne della cipolla di solito vengono eliminate perché più dure e indigeste, ma così facendo si rischia di perdere proprio le sostanze più utili alla nostra salute. Per ovviare a tutto ciò si dovrebbe sempre cercare di cuocerle interamente, magari utilizzando dei metodi lenti, che permettano anche agli strati più coriacei di cremolarsi per bene (ad esempio, tramite una cottura al forno).
 
Gli studiosi spagnoli hanno anche sottolineato come il bulbo delle cipolle sia ricco di fruttani, che sono delle sostanze probiotiche in grado di mantenere in equilibrio la flora batterica intestinale, nonché di composti solforosi (motivo per cui a volte la loro digestione risulta un po’ laboriosa) efficaci nel migliorare la nostra circolazione sanguigna.
 
Inoltre, le cipolle sono ottime nelle diete dimagranti, perché aiutano a metabolizzare i grassi e hanno pochissime calorie. Insomma, da piatto “povero” ad alimento preziosissimo, che bel salto! Lo studio spagnolo è stato pubblicato sulla rivista Plant Foods for Human Nutrition. (fonte salute.pourfemme.it)

Un aiuto per dimagrire arriva dal Baccello di Fagiolo

Ancora una volta, un aiuto per dimagrire arriva direttamente dalla natura. Stiamo parlando del baccello di fagiolo. Il baccello esterno di questa verdura infatti è pieno di fibre molto ricche di cellulosa, pectine e flavonoidi che aiutano a rallentare l’assorbimento degli zuccheri. Ovviamente, come qualsiasi integratore naturale, ricordate che il baccello di fagiolo non fa miracoli, ma può aiutare in una dieta ipocalorica, dimagrante e povera di grassi.

Un integratore perfetto per chi, ad esempio, segue una dieta ricca di glucidi, per chi soffre di diabete e anche per chi soffre di attacchi di fame nervosa la sera. Il baccello di fagiolo ha una buona azione diuretica e riesce a limitare l’ assorbimento degli zuccheri.
 
Se poi avete appena concluso una dieta e volete stabilizzare il vostro peso forma, il baccello di fagiolo è un rimedio fondamentale per evitare di ingrassare nuovamente. Va evitato però se seguite un regime dimagrante iperproteico, per le diete fortemente ipocaloriche e per tutti coloro che soffrono di colesterolo e trigliceridi alti.
 
Il baccello di fagiolo è costituito da trigonellina, aminoacidi come arginino, tirosina, bucina, lisina, triptofano, asparagina, colina, glicosidi ciano genici, glucochinina, lectine, vitamina C, faseolina, flavonoidi, acido guanidinaminovalerianico, sali minerali e acido salicilico.
 
Le sue proprietà sono conosciute fin dal 1893 quando il dottor Ramm scoprì le sue capacità diuretiche e, come affermava, «non c’è mezzo migliore per frenare la formazione di acido urico nel corpo e dissolvere i depositi». (fonte /dieta.pourfemme.it)

Le Tinture Madri

Se consideriamo le piante come un laboratorio, contenente numerose sostanze chimiche, l’estrazione di queste può avvenire i modi differenti ottenendo di volta in volta un prodotto diverso. Scopriamo cosa sono le tinture madri.

In erboristeria le tinture madri sono delle estrazioni di erbe e piante officinali, ottenute dalla macerazione della loro droga (parte utilizzata: foglie, radici, cortecce ecc.) in acqua e alcol. In generale la macerazione consiste nel porre una droga per un determinato periodo di tempo in un solvente, tenuto in continuo movimento con lo scopo evitare la formazione di muffe. Il solvente può essere alcool, una miscela di acqua e alcool (per questo motivo le tinture madri sono chiamate anche soluzioni idroalcoliche) nel caso delle tinture madri, etere, vino medicato (si ottiene una preparazione detta enolito) oppure olio (per ottenere un oleolito).

La macerazione in un solvente è una tecnica estrattiva molto antica che permette di conservare e poter utilizzare la pianta, usufruendo dei suoi principi attivi nel tempo. Nell’insieme delle innumerevoli sostanze che costituiscono un vegetale, se ne riconoscono di farmacologicamente inerti, indesiderate o scarsamente attive, e altre dotate di proprietà terapeutiche per scopi curativi. Attraverso tale procedimento si estraggono perciò solo i principi attivi, eliminando dalla droga i componenti indesiderati e ottenendo una forma più pratica e stabile. La differenza tra una macerazione e la tintura sta nell’utilizzo della droga a monte del processo; il macerato propriamente detto si ottiene utilizzando droga secca, mentre se si utilizza una droga fresca, il macerato prende il nome di tintura.

Questa preparazione si presenta in forma liquida e rappresenta il punto di partenza di altri estratti vegetali, per questa ragione è chiamata tintura “madre”. È impiegata in fitoterapia per la cura di diversi disturbi; e da ogni pianta si può ottenere una specifica tintura madre, con le stesse caratteristiche terapeutiche della parte vegetale utilizzata, ma con una maggiore concentrazione di principi attivi, rispetto alla tisane. Si distinguono in semplici o composte, a seconda che siano ottenute da una o più piante.

 

La preparazione della tintura madre

In erboristeria le tinture madri si trovano già pronte in confezioni da 50 o 100 ml, ma se si ha voglia e tempo, è possibile prepararle anche da soli. Il procedimento ha inizio con la raccolta della pianta nel suo giusto tempo balsamico, cioè nel periodo in cui la pianta contiene maggiore quantità di principi attivi, che varia a secondo della pianta o del suo ciclo vitale e della parte utilizzata.

 

Successivamente si pone la droga fresca, in quanto i principi attivi in essa contenuti saranno maggiori rispetto a quella essiccata, in una soluzione composta da acqua e alcol, in grado di estrarre la quasi totalità del fitocomplesso contenuto nella droga . La presenza dell’alcol serve innanzitutto per estrarre i principi attivi idrosolubili e garantisce una migliore conservabilità. L’aggiunta dell’acqua all’alcol permette di abbassare la sua gradazione fino a raggiungere i 40%-65% gradi volumetrici. Questa differente gradazione dipende dalla parte su cui si interviene: foglie, radici, cortecce, semi hanno una consistenza e tessuti differenti, per cui di volta in volta servirà una gradazione più o meno alta.

Come già detto, la tintura madre è detta tale solo quando la quantità di droga fresca e la quantità di solvente utilizzato sono in rapporto 1:10 (1kg di droga fresca per 10kg di solvente). La pianta sarà poi messa a macerare per un periodo variabile, da 25 a 40 giorni. La soluzione così ottenuta viene poi filtrata e messa a decantare per 48 ore e conservata in boccette con contagocce.

 

Come si assumono le tinture madri

L’assunzione delle tinture madri per la loro forma liquida risulta innanzitutto immediata, rispetto alle compresse o capsule. Vanno prese in gocce (dalle 20 fino a 120 gocce al giorno), diluite in mezzo bicchiere d’acqua e bevute generalmente lontano dai pasti. Tuttavia la posologia e il momento di assunzione dipendono dall’attività terapeutica della pianta prescelta, mentre il periodo consigliato è circa di 2 mesi di assunzione. (fonte /www.cure-naturali.it)

La Dieta degli Sportivi deve essere ricca di Cucurma

La dieta degli sportivi deve sposare una serie di necessità: eliminare la massa grassa a favore di quella muscolare, dare energia e al tempo stesso non creare senso di pesantezza. Ma c’è di più. È importante anche assumere cibi che siano terapeutici. Per esempio tennisti e golfisti devono sempre fare i conti con una fastidiosa infiammazione al gomito. La cucurma può contrastare questo tipo di disturbo. In realtà, la spezia miracolosa è la cucurmina, una componente del curry indiano.

A sostenere questa tesi sono i ricercatori delle università di Nottingham (Gb) e di Monaco di Baviera. Mobasheri, autore dello studio, ha commentato: “La nostra ricerca non vuole suggerire che il curry, la curcuma e la curcumina sono cure per le condizioni infiammatorie come tendinite e artrite ma crediamo che potrebbero offrire agli scienziati un nuovo trattamento per queste condizioni dolorose anche attraverso l’alimentazione”.
 
Insomma, bisogna ricordarsi che l’alimentazione è davvero un modo per tutelare la salute e contrastare l’insorgere anche di alcune malattie. È ovvio: non è sufficiente mangiare sano, ma è un buon punto di partenza.
 
Perché quindi non andare ogni tanto al ristorante indiano o non imparare a cucinare qualche piatto etnico? È un buon modo per tenere controllate le calorie, stuzzicare l’appetito e intanto prevenire qualche disturbo. (fonte dieta.pourfemme.it)

Cereali da Bere

Le bevande di cereali, prive di colesterolo e di lattosio, rappresentano un’ottima alternativa al latte vaccino. Scopriamole insieme…

Comparse sul mercato negli ultimi anni, le bevande di cereali rappresentano un modo nuovo di consumare questi alimenti. Chiamate impropriamente «latte» perché utilizzate come alternativa a questo, in realtà hanno ben poco a che vedere con tale prodotto, di cui possono però ricordare l’aspetto. Inizialmente il mercato proponeva soltanto la bevanda di riso, ma in breve tempo l’offerta si è arricchita considerevolmente. Caratteristiche comuni di tutte le bevande di cereali sono la capacità di saziare e dissetare, la leggerezza, la digeribilità, l’aroma gradevole, tutti elementi sicuramente in grado di decretarne il successo. Ma al loro arco tali bevande hanno anche un’altra freccia: l’assenza di colesterolo e di lattosio, che le pone come alternative al latte vaccino in tutti i casi di intolleranza o di problemi di colesterolemia.

Pro e contro del latte vaccino
Alimento proteico che fornisce sali minerali (sodio, potassio, fosforo) e vitamine del gruppo B, il latte vaccino apporta grassi saturi, al cui eccesso vengono attribuiti colesterolo e malattie cardiovascolari. Per ovviare a questo inconveniente si potrebbe ricorrere al prodotto scremato; resta però l’inconveniente del lattosio, il principale zucchero contenuto nel latte. Questo è ritenuto un fattore cancerogeno per seno e utero ed è un forte allergene: si calcola che il 10% della popolazione dell’Europa occidentale soffra di allergia o intolleranza al latte. I primi fruitori delle bevande di cereali sono proprio queste persone, ma in realtà di questi prodotti può giovarsi chiunque desideri un’alternativa al latte, fosse anche solo per il gusto diverso.

Come nascono
Il procedimento di lavorazione è simile per tutti questi prodotti. La bevanda di riso, per esempio, si ricava a partire da riso macinato, integrale o brillato. La farina viene sottoposta a una lavorazione per cui l’acqua rende solubile l’amido, cioè la componente maggioritaria del riso. Per azione dell’amilasi (un enzima), l’amido si svolge in zuccheri: sono questi a conferire il gusto dolce alla bevanda. Gli zuccheri presenti sono maltodestrine e destrosio, cioè a lento assorbimento. La bevanda può essere poi filtrata nel caso si vogliano eliminare le parti insolubili, cioè le proteine e le fibre. Si aggiungono olio di girasole, per ammorbidire il gusto, e sale marino. Avvengono infine la pastorizzazione o il trattamento UHT.

Gli impieghi
La bevanda ottenuta è caratterizzata dalla prevalenza di carboidrati (1/2 litro di prodotto equivale a 100 g di pasta) e dalla scarsa presenza di grassi, comunque vegetali. Non fornisce molte proteine ma è saziante. Fredda o calda, si rivela adatta per la merenda, la prima colazione, gli spuntini. Può costituire la base per frullati, crêpes, dolci vari, anche se per quest’ultimo scopo si presta meglio la bevanda di soia. Può essere servita con orzo, carruba, caffè di cereali, oppure acquistata già aromatizzata con cacao, vaniglia, nocciola, mandorla ecc. La scelta tra una bevanda o l’altra dipende dal gusto e dalle caratteristiche dei diversi cereali.

Quinoa
Cereale privo di glutine, la quinoa è ben digeribile e fornita di fibre, vitamine del gruppo B, minerali (calcio, ferro, fosforo). Ha poi un buon tenore di grassi insaturi. La bevanda, di aspetto identico a quello del latte, ha profumo di cereale lievemente tostato, gusto dolce, gradevole e delicato che ricorda il cereale d’origine. È dolcificata con succo d’agave, un valido dolcificante naturale dal gusto gradevolmente acidulo, e ammorbidita da olio di mandorle, semi ricchi di grassi polinsaturi. Data la loro presenza, questa bevanda non si presta a entrare in preparazioni salate.

Farro
Il farro è tra i cereali più ricchi di proteine. Contiene ferro, calcio, vitamine del gruppo B, buone percentuali di grassi. A differenza del frumento, con cui è strettamente imparentato, ha glutine in quantità minore e risulta più digeribile. Di colore simile al latte, la bevanda ha odore e gusto gradevoli, simili a quelli del kamut ma lievemente più rustici. Le danno sapore l’olio di semi di girasole (di cui è precisata la spremitura a freddo), alimento ricco di omega 6, e il sale marino. Viene utilizzata come addensante la farina di semi di carruba.

Avena
L’avena è la più energetica dei cereali, ricca di lipidi e proteine. Contiene anche fibre, oligoelementi, vitamine del gruppo B e sali minerali (fosforo, zolfo, magnesio). La bevanda, insaporita solo da sale marino, ha profumo dolce e delicato, sapore abbastanza spiccato ma gradevole; il colore è lattiginoso. Per il suo gusto un po’ ruvido e l’assenza di zuccheri aggiunti, la bevanda d’avena è più adatta alla preparazione di salse o besciamelle ma non stonerebbe nemmeno come base per un dolce.

Kamut
È sicuramente un cereale valido, ma a torto è ritenuto poco allergenico e adatto ai celiaci. Particolarmente proteico, il kamut ha un profilo nutrizionale affine a quello di farro e frumento. La bevanda ha colore simile al latte, profumo leggero, gusto dolce gradevole. La completano l’olio di semi di girasole spremuto a freddo e il sale marino.

Miglio
Nutriente e rivitalizzante, il miglio è un cereale privo di glutine, indicato contro la stanchezza fisica e mentale. Vanta un buon contenuto di vitamine, rappresentato soprattutto dalla A e da quelle del gruppo B; fornisce inoltre ferro e altri minerali, acido salicilico, grassi. La bevanda ha il colore del latte e un profumo gradevole, l’aroma dolce e delicato del cereale d’origine. Come la bevanda di farro, contiene olio di semi di girasole spremuto a freddo, sale marino, farina di semi di carruba come addensante.

Riso
Il cereale integrale contiene poche proteine, che hanno però un buon valore alimentare. Privo di glutine e lassativo, fornisce vitamine del gruppo B. Di colore lattiginoso, la bevanda ha odore gradevole e sapore delicato, un po’ amidaceo. Ne ammorbidiscono il gusto l’olio di semi di girasole spremuto a freddo e il sale marino.

Le bevande aromatizzate
Il mercato offre anche bevande di cereali variamente aromatizzate con vaniglia, mandorle, cacao o nocciola; naturalmente, il gusto è ancora più gradevole. Inoltre sono disponibili bevande di cereali misti, che possono contenere amaranto, apprezzato per l’assenza di glutine e l’alto profilo nutrisegue zionale. L’accostamento viene fatto poi con altri alimenti come soia o maca (detta anche ginseng peruviano per le sue proprietà stimolanti). Alcune bevande vengono arricchite con calcio di origine vegetale, cioè con l’aggiunta di alghe.

Da ricordare
– Evitare di scaldare troppo le bevande che contengono olio di semi; comunque la proporzione di questo grasso è piuttosto bassa e non causa grossi problemi.
– Le bevande contengono principalmente carboidrati: tenerne conto nel computo delle calorie.
– Le proteine contenute sono di origine vegetale, quindi non sono complete (fonte www.aamterranuova.it)  

Il Mais, un ottimo Integratore Energetico

Il mais è nutriente, energetico, ricco di carboidrati: un cibo ideale per integrare l’alimentazione di persone deboli o molto esili; ecco come usarlo.

Le proprietà del mais

Il mais, o granoturco, è in origine una pianta erbacea spontanea (divenuta poi da coltivazione) e perenne proveniente dall’america centrale e appartenente alla famiglia delle graminacee. Fu portato in Spagna attorno al 1500 e subito dopo venne coltivato anche in Italia e nel resto d’Europa. Un tempo era utile soprattutto per fare la farina da cui si preparava la polenta che sostituiva il pane, allora troppo costoso: il mais è un cibo ad elevato apporto nutrizionale, è ricco di carboidrati e per la sua abbondanza di acidi grassi viene oggi utilizzato anche per fare l’olio di semi, prezioso soprattutto per correggere gli eccessi di colesterolo nel sangue e da impiegare quindi come condimento sulle insalate o, a crudo, sui piatti di carne e pesce.

Il mais: ideale integratore per le persone esili

Per integrare l’alimentazione di persone deboli ed eccessivamente magre è consigliabile una pappa ricca di farina di mais (ricca di potassio, fosforo, grassi e zuccheri) realizzata con il latte, il brodo di verdura oppure semplicemente acqua: fate cuocere gli ingredienti a fuoco lento aggiungendo gradualmente un po’ di sale, zucchero o burro vegetale.

Il mais: come consumarlo

Per conservare tutte le proprietà genuine il mais dovrebbe essere assunto fresco e integrale, associato ad insalate miste: svolge un’azione rimineralizzante, digestiva e disintossicante. Oppure si può consumare la pannocchia fresca sia nelle minestre che arrostita sulla brace.

Il mais aiuta la diuresi

Le barbe di mais, invece, sono molto utili in caso di insufficiente secrezione urinaria o calcoli renali: per ottenere un effetto diuretico fate bollire per alcuni minuti 20/30 g di barbe secche (reperibili in erboristeria) in mezzo litro d’acqua e lasciate poi riposare l’infuso per un’ora circa. Contro la cistite si possono aggiungere, nella preparazione della tisana, anche i rizomi secchi di gramigna. Bevetene almeno un paio di tazze al giorno secondo necessità (fonte riza.it)

Il sedano combatte la laringite

Mal di gola e raucedini tipici delle prime avvisaglie d’autunno possono essere sintomo d’una fatica a tornare nella routine: il sedano ci aiuta a prevenirle 

Il suo nome botanico è Apium graveolens ma a tutti è noto come sedano: questo ortaggio della famiglia delle Ombrellifere può essere a “costa” (è la varietà più diffusa), giallognolo o verde, oppure si può trattare del sedano rapa, una grande radice bianca e soda, dal sapore leggermente “piccante”, che si consuma grattugiata. Esiste poi una varietà di sedano selvatico, diffuso in particolare sulle coste del Mediterraneo, e ci sono anche un sedano nero originario di Trevi, nel Lazio, e un parente violetto, che si coltiva in Piemonte. Il sedano, conosciuto nelle cucine di tutto il mondo, è particolarmente adatto alla dieta di settembre per la sua ricchezza in vitamine (in particolare A, gruppo B e C) e sali minerali (soprattutto calcio, selenio, sodio e potassio) preziosi per ritemprare l’organismo coinvolto dallo stress fisico e psichico della ripresa post vacanziera.

Perchè mangiare un po’ di sedano tutti i giorni

– Tonifica il sistema nervoso, le ghiandole endocrine e in particolare le surrenali, e fa sentire meno lo stress

– Migliora i processi digestivi, peggiorati dagli ultimi caldi e dall’ansia tipica del periodo di ripresa pre-autunnale.

– Grazie all’abbondante contenuto di sodio, potassio e calcio, svolge un’azione rimineralizzante e rinforzante generale.

– Per la presenza di nitrati, favorisce la depurazione del sangue ed è consigliato contro i reumatismi, le coliche renali e le affezioni respiratorie.

Prova il sedano rapa: rinforza anche i polmoni

Il sedano rapa è un tipo di sedano la cui radice si ingrossa sotto terra fino ad arrivare a 15-20 cm di diametro. È una pianta con ciclo biennale che cresce nell’Italia settentrionale (e in particolare in Veneto) e si raccoglie da fine agosto sino alle prime gelate. È povero di calorie (solo 23 per etto) ma è una miniera di sali minerali disinfettanti: contiene infatti, oltre a sodio e potassio, anche zolfo e fosforo, vitamine B, C ed E e lecitina, che favoriscono il drenaggio polmonare ed epatico, con un’azione altamente rinforzante sugli anticorpi. Inoltre il sedano rapa normalizza le funzioni della tiroide e regola il metabolismo. È preferibile consumarlo fresco, grattugiato e condito con yogurt e olio extravergine d’oliva.

Come consumare il sedano

– Fresco: aggiunto a tocchetti alle insalate, o in pinzimonio, con olio extravergine d’oliva e aceto di mele: questo è il modo migliore per incamerare tutte le virtù curative del sedano, sia a costa che rapa. Ottima anche l’insalata che abbina il sedano ad altri ortaggi e radici autunnali depurative e rimineralizzanti.

Per 2 persone servono:

2 carote grattugiate, 2 rape piccole a fettine, mezzo sedano rapa grattugiato, un piccolo gambo di sedano a costa a tocchetti; si mescolano le verdure e si condiscono con un battuto di timo fresco (anti mal di gola) e olio d’oliva.

Come succo: il sedano è particolarmente indicato quando si sente che la gola inizia a “pizzicare”. In questi casi, si consiglia di bere, mattina e sera, un centrifugato rinforzante preparato con mezzo bicchiere di succo d’uva, mezzo bicchiere di succo di mela trasparente e mezzo bicchiere di succo di sedano. (fonte www.riza.it)