Trigliceridi e Glicemia: combatterli con le Spezie

È innegabile che un’alimentazione scorretta dal punto di vista dell’apporto calorico e della tipologia di alimenti possa arrivare a portare i livelli di glicemia e trigliceridi, nonché di colesterolo, a salire in maniera pericolosa nel nostro sangue. Spesso volentieri si tratta di un “problema” derivante dal condimento che utilizziamo. In questo, ci possono venire in aiuto le spezie: sostanze in grado di dare sapore alle nostre vivande senza per questo utilizzare troppo sale.

Le spezie non servono semplicemente ad insaporire di cibi privi di stabilità, ma possono avere funzioni antibatteriche e conservanti, motivo per il quale questi elementi non dovrebbero mai mancare in cucina. Uno studio condotto dalla Penn State University ha dimostrato come le spezie siano inoltre in grado di debellare gli effetti negativi di un pasto ricco di grassi incrementando le attività antiossidanti dell’organismo e diminuendo al contempo la risposta insulinica portando un abbassamento della glicemia.

È stato constatato che spezie come la curcuma e come la cannella in particolare possono incrementare di almeno il 13% l’attività antiossidante nel nostro organismo ed essere in grado di diminuire almeno del 20% la risposta insulinica del corpo. Spiega la professoressa Sheila West, coordinatrice della ricerca:

Di norma, quando si mangia un pasto ricco di grassi, si finisce con l’avere alti livelli di trigliceridi, un tipo di grasso che si trova nel sangue. Se questo accade troppo spesso, o se i livelli di trigliceridi si alzano troppo, il rischio di malattie cardiache è aumentato . Abbiamo trovato che l’aggiunta di spezie a un pasto ricco di grassi ha ridotto la risposta dei trigliceridi di circa il 30 per cento, rispetto a un pasto simile, senza aggiunta di spezie.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista di settore Journal of Nutrition e dimostrano, al contempo, nell’utilizzo di spezie sia in grado di ridurre anche lo stress ossidativo, una delle principali cause dell’invecchiamento e delle infiammazioni croniche. (fontewww.medicinalive.com)

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