Il pompelmo

Il pompelmo oggi riveste un ruolo importante nella nostra alimentazione. La polpa è succosa, amarognola-acidula, i semi sono bianchi.

Si trovano pompelmi dalla polpa gialla e pompelmi dalla polpa rosa. I primi sono privi di semi, hanno un sapore più aspro, mentre quelli rosa sono più dolci (contengono una maggiore quantità di zuccheri), e sono ricchi di licopene, una sostanza altamente protettiva per l’organismo.

Il pompelmo rosa è utile per stimola la secrezione dei succhi gastrici e biliari ed ha eccezionali proprietà digestive. Particolarmente depurativo del sangue e fortemente diuretico molto più del pompelmo chiaro. Il pompelmo rosa si differenzia dalla sua variante gialla per il fatto di contenere meno vitamina C ma più fruttosio: si tratta quindi di un frutto particolarmente adatto per chi pratica esercizio fisico anche intenso e abbisogna quindi di energia subito disponibile. Data la sua maggiore dolcezza, il maggiore gradimento da parte dei bambini o da chi non ama il gusto aspro.

Il pompelmo ha capacità di intervento risolutivo in quasi ogni disfunzione organica, bellezza della pelle, zanzarifugo o spermicida.

Certamente, il pompelmo è prezioso come disinfettante e stimolante dell’apparato digerente per cui se ne consiglia l’uso al termine di un pasto abbondante, anche e soprattutto la sera, sfatando così la teoria che vuole gli agrumi nemici delle ore notturne.

In questo, l’agrume giallo è favorito anche dal basso contenuto di zuccheri, che lo fa preferire ad altri “colleghi” quali arance o mandarini.

Ricco di fibre, vitamine A, B, e C, fibre e flavonoidi (potenti antiossidanti che aiutano il fegato e prevengono malattie cardiovascolari e infiammatorie, il flavonoide più abbondante presente nel pompelmo è la naringenina, che ha attività antiossidante e antitumorale) e pectine, il pompelmo ha ben presto dimostrato la sua efficacia in alcune diete dimagranti per la sua capacità di ridurre l’assorbimento dei cibi durante il transito intestinale: questo si deve all’azione della fenilalanina, un amminoacido naturale.

L’assunzione di pompelmo è suggerita in casi di inappetenza, alimentazione degli anziani, difficile digestione, disturbi del fegato, della cistifellea, insufficienza renale, capillari fragili, ed infezioni polmonari.

Il pompelmo è un ottimo frutto: migliora il sistema immunitario.

Può essere, perciò, molto indicato, iniziare la propria giornata con mezzo pompelmo rosa o con un bicchiere di succo di tale frutto, anche a colazione.

Il pompelmo è ricco di sostanze amare che hanno un’azione rafforzante sullo stomaco e sui polmoni.

Esistono importanti principi attivi contenuti nella buccia: il pinene, il limonene, il linalolo, il citrale.  A queste sostanze si riconosce generalmente un’azione antidepressiva e sulla circolazione, oltre che la capacità di stimolare la struttura del talamo nel diencefalo. Al limonene sono riconosciute anche proprietà antitumorali.

Nel pompelmo troviamo sali minerali come calcio, fosforo, potassio, magnesio, zolfo, sodio, cloro, ferro, rame.

Assunto in dosi opportune insieme alla caffeina (per esempio “correggendo” un caffè leggero con un cucchiaino di succo) è un analgesico di buona efficacia e di poche controindicazioni.

Più controverso il suo utilizzo come coadiuvante nelle terapie di disintossicazione dalle droghe pesanti: alcuni principi attivi di cui il pompelmo è ricco (bergamottina e naringenina), sarebbero in grado di calmare in parte le crisi d’astinenza, proponendosi come una sorta di blando “metadone” naturale.

Il pompelmo può presentare anche un ostacolo al funzionamento corretto di terapie basate sull’assunzione di alcune famiglie di farmaci: alcuni psicolettici (alprazolam, midazolam, triazolam ecc.), statine (regolatrici del colesterolo), ciclosporine (che stimolano l’attività immunitaria). Anche l’assunzione di pillole anticoncezionali può essere vanificata da un determinato consumo di pompelmo, sia come frutto sia come succo. In particolare, un frutto intero al giorno e un bicchiere di succo possono essere sufficienti per alterare una terapia farmacologica: trattandosi di quantitativi non esagerati, è bene consultare il parere di un medico. Sicuramente positivo, invece, l’utilizzo dei semi del pompelmo per la cura dell’ulcera gastrica.

Sono oltre 30 i farmaci che interagiscono con il succo di pompelmo.

I più diffusi farmaci sono: Gli antiaritmici amiodarone e propafenone. Gli antibiotici come la claritromicina. Gli antistaminici, il cortisone (prednisone), il viagra, alcuni antiepilettici. Le statine per abbassare il colesterolo (Zocor e Lipitor soprattutto). Meglio non mischiare il farmaco con succo dell’agrume che ne potenzia l’assorbimento portandone la concentrazione nel sangue fino a livelli tossici. Il Valium, l’antimalarico Halfan e l’ansiolitico BuSpar. Assumerli con il pompelmo equivale infatti a prenderne una dose maggiore. Il trucco sta nelle furanocumarine, sostanze di cui l’agrume è molto ricco, capaci di mettere ko un enzima che, nel fegato e nell’intestino, distrugge i farmaci prima che arrivino al sangue. Alcuni farmaci sono molto sensibili all’azione di questo enzima e vengono distrutti prima di raggiungere il bersaglio, rivelandosi quindi poco efficaci. Da qui l’idea di potenziarli, somministrandoli insieme al succo di pompelmo. Oltre che per aumentare l’efficacia di farmaci finora poco attivi, ricorrere al pompelmo permetterebbe anche di risparmiare. Attenzione, però, al fai da te.

Importanti reazioni avverse che possono essere provocate dall’interazione tra farmaci e succo di pompelmo sono:

a. l’aritmia ventricolare potenzialmente fatale da terfenadina, astemizolo e cisapride;

b. la rabdomiolisi da statine;

c. il danno renale da ciclosporina e tacrolimus;

d. l’ipotensione sintomatica e le complicazioni ischemiche da calcio-antagonisti diidropiridinici;

e. l’eccessiva sedazione da benzodiazepine e da buspirone;

f. l’atassia da carbamazepina.

Anche la buccia del pompelmo è preziosa: vi si ricava un olio, dal profumo molto gradevole che ha un’azione tonificante e può essere considerato un valido alleato per combattere l’acne. Questo olio essenziale, usato in aromaterapia (e bruciato in appositi fornelletti), ha effetti positivi sull’umore: è antidepressivo, stimolante e rivitalizzante.

La vitamina C contenuta ammorbidisce la pelle, rafforza anche le pareti di vene e capillari Durante la cottura gran parte delle proprietà di questo frutto vengono meno.

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