Archivi del giorno: dicembre 2, 2010

Le noci

Consumata con criterio e saggezza, la frutta secca può contribuire a fare della nostra alimentazione una fonte di benessere e a prevenire molte delle malattie più tipiche della nostra società, in particolare quelle cardiovascolari.

 Le noci contengono la vitamina A, B1, B6, E (dotata di un’interessante azione antiossidante, in grado cioè di controllare gli effetti sfavorevoli dei temuti “radicali liberi”), F, C e P; l’acido folico (che permette di controllare la concentrazione nel sangue di uno dei nuovi fattori di rischio coronarico, e cioè l’omocisteina), il magnesio e fibre. Contengono inoltre potassio, fosforo e calcio utili per tonificare il sistema nervoso e rinforzare le ossa. Rame e ferro per combattere l’anemia e il fluoro.

La noce è il frutto più ricco di zinco (favorisce le funzioni vitali migliorando l’attività delle vitamine) e rame, elementi che solitamente attingiamo dalla carne; motivo per cui le noci sono particolarmente indicate in una dieta vegetariana.

Le noci infine sono molto ricche di grassi polinsaturi che aiutano a combattere l’LDL, meglio conosciuto come colesterolo “cattivo”.

E grazie all’olio essenziale, potente disinfettante, antisettico e vermifugo calmano l’intestino.

 Tutto il merito, o almeno gran parte,va attribuita all’acido alfa-linoleico, della famiglia degli ormai ben noti acidi grassi omega-3, si tratta di composti poco presenti sia nel regno vegetale che in quello animale (ne contengono in abbondanza solo i pesci e gli altri animali marini), in grado di svolgere un’importante azione di controllo dei livelli dei trigliceridi (uno dei due grassi che circolano nel sangue, e che se in eccesso può creare problemi alla salute delle nostre arterie), di prevenzione delle irregolarità del battito cardiaco, di miglioramento del tono dell’umore. Grazie alla presenza di acido alfa-linoleico, hanno anche proprietà digestive e diuretiche.

Tra gli aminoacidi che le compongono troviamo quantità significative di arginina, un aminoacido essenziale per la salute delle nostre arterie da cui ottengono il nitrossido, una sostanza in grado di prevenire e contrastare i fenomeni dell’arteriosclerosi e indispensabile all’elasticita’ dei vasi.

Le noci sono anche digestive, diuretiche, ipoglicemizzanti, curative rispetto alle dermatosi, agli eczemi e a disturbi stagionali come i geloni, e antiossidanti.

Anche l’elevato contenuto energetico della frutta secca, che ne suggerisce un uso moderato in tutti coloro che hanno problemi di soprappeso, può essere invece interessante per gli sportivi migliorandone le prestazioni. L’arginina contenuta nelle noci ha la capacità di dilatare i vasi sanguigni che portano il sangue ricco di sostanze energetiche ai muscoli, oltre naturalmente all’ossigeno, migliorando di conseguenza le prestazioni fisiche.

Dopo i pasti, specie se ricchi di grassi saturi come quelli forniti da insaccati e carni, il segreto per tener pulite le arterie e difenderle dall’assalto dei grassi e’ custodito in un pugno di noci.

Secondo una ricerca americana le noci, altre ad essere ipercaloriche hanno proprietà antitumorali, in particolare il loro consumo regolare previene l’insorgere del tumore al seno, questo grazie alla abbondante presenza di acidi grassi omega3, oltre ad un alto contenuto di antiossidanti. 

Diversi studi hanno anche dimostrato che il regolare consumo di noci contribuirebbe ad abbassare notevolmente il rischio  di sviluppare una coronaropatia.

 Infine, le noci hanno ulteriori proprietà: antianemiche, drenanti, energetiche, lassative, nutrienti.

Le foglie contengono tannini circa al 10%, flavonoidi, acido ascorbico e tracce di olio essenziale. Le foglie hanno azione antimicotica (per la presenza di juglone), azione stomachica, ipoglicemizzante, astringente, depurativa, antilinfatica, vermifuga, antiemorroidaria, antiacneica.

La corteccia dei rami giovani è astringente e vermifuga.

Il mallo, molto ricco di tannini e vitamina C è astringente e antilinfatico.

L’infuso di foglie essiccate sono utili per chi soffre di dispepsia (turbe digestive), iperglicemia-diabete (alto tasso di glucosio nel sangue), diarree, tendenze alle emorragie, colite ulcerosa, leucorree (perdite bianche vaginali), difficoltà a cicatrizzare piaghe e ferite, intossicazioni, magrezza, linfatismo (debolezza costituzionale e tendenza alle malattie infettive), eczemi, parassiti intestinali, emorroidi; usato per fare dei gargarismi allevia le infiammazioni dell’apparato orale. Il cataplasma di foglie applicato sulla parte malata si dimostra efficace nelle ulcere.

In cosmetica la soluzione di mallo fresco fatto bollire in acqua dopo aggiunta di circa 3% di alcol viene utilizzata per scurire e rinforzare i capelli. L’estratto di noce riesce infatti efficacemente a penetrare nella fibra capillare in profondità, portandole quel nutrimento che si ripercuote all’esterno con una maggiore morbidezza e fluidità. Si può acquistare un prodotto già ‘pronto’, oppure preparare un infuso con le foglie di noce e applicarlo sulla capigliatura, non solo per migliorare l’aspetto e il tono dei capelli, ma anche per ostacolarne la caduta

Il noce è utile anche in veterinaria: le foglie applicate sulle mammelle ne riducono ed arrestano la produzione di latte, mentre l’infuso di foglie è utile contro i tanfani. Inoltre l’aggiunta di noci al mangime degli animali ne aumenta la fertilità.

Il pompelmo

Il pompelmo oggi riveste un ruolo importante nella nostra alimentazione. La polpa è succosa, amarognola-acidula, i semi sono bianchi.

Si trovano pompelmi dalla polpa gialla e pompelmi dalla polpa rosa. I primi sono privi di semi, hanno un sapore più aspro, mentre quelli rosa sono più dolci (contengono una maggiore quantità di zuccheri), e sono ricchi di licopene, una sostanza altamente protettiva per l’organismo.

Il pompelmo rosa è utile per stimola la secrezione dei succhi gastrici e biliari ed ha eccezionali proprietà digestive. Particolarmente depurativo del sangue e fortemente diuretico molto più del pompelmo chiaro. Il pompelmo rosa si differenzia dalla sua variante gialla per il fatto di contenere meno vitamina C ma più fruttosio: si tratta quindi di un frutto particolarmente adatto per chi pratica esercizio fisico anche intenso e abbisogna quindi di energia subito disponibile. Data la sua maggiore dolcezza, il maggiore gradimento da parte dei bambini o da chi non ama il gusto aspro.

Il pompelmo ha capacità di intervento risolutivo in quasi ogni disfunzione organica, bellezza della pelle, zanzarifugo o spermicida.

Certamente, il pompelmo è prezioso come disinfettante e stimolante dell’apparato digerente per cui se ne consiglia l’uso al termine di un pasto abbondante, anche e soprattutto la sera, sfatando così la teoria che vuole gli agrumi nemici delle ore notturne.

In questo, l’agrume giallo è favorito anche dal basso contenuto di zuccheri, che lo fa preferire ad altri “colleghi” quali arance o mandarini.

Ricco di fibre, vitamine A, B, e C, fibre e flavonoidi (potenti antiossidanti che aiutano il fegato e prevengono malattie cardiovascolari e infiammatorie, il flavonoide più abbondante presente nel pompelmo è la naringenina, che ha attività antiossidante e antitumorale) e pectine, il pompelmo ha ben presto dimostrato la sua efficacia in alcune diete dimagranti per la sua capacità di ridurre l’assorbimento dei cibi durante il transito intestinale: questo si deve all’azione della fenilalanina, un amminoacido naturale.

L’assunzione di pompelmo è suggerita in casi di inappetenza, alimentazione degli anziani, difficile digestione, disturbi del fegato, della cistifellea, insufficienza renale, capillari fragili, ed infezioni polmonari.

Il pompelmo è un ottimo frutto: migliora il sistema immunitario.

Può essere, perciò, molto indicato, iniziare la propria giornata con mezzo pompelmo rosa o con un bicchiere di succo di tale frutto, anche a colazione.

Il pompelmo è ricco di sostanze amare che hanno un’azione rafforzante sullo stomaco e sui polmoni.

Esistono importanti principi attivi contenuti nella buccia: il pinene, il limonene, il linalolo, il citrale.  A queste sostanze si riconosce generalmente un’azione antidepressiva e sulla circolazione, oltre che la capacità di stimolare la struttura del talamo nel diencefalo. Al limonene sono riconosciute anche proprietà antitumorali.

Nel pompelmo troviamo sali minerali come calcio, fosforo, potassio, magnesio, zolfo, sodio, cloro, ferro, rame.

Assunto in dosi opportune insieme alla caffeina (per esempio “correggendo” un caffè leggero con un cucchiaino di succo) è un analgesico di buona efficacia e di poche controindicazioni.

Più controverso il suo utilizzo come coadiuvante nelle terapie di disintossicazione dalle droghe pesanti: alcuni principi attivi di cui il pompelmo è ricco (bergamottina e naringenina), sarebbero in grado di calmare in parte le crisi d’astinenza, proponendosi come una sorta di blando “metadone” naturale.

Il pompelmo può presentare anche un ostacolo al funzionamento corretto di terapie basate sull’assunzione di alcune famiglie di farmaci: alcuni psicolettici (alprazolam, midazolam, triazolam ecc.), statine (regolatrici del colesterolo), ciclosporine (che stimolano l’attività immunitaria). Anche l’assunzione di pillole anticoncezionali può essere vanificata da un determinato consumo di pompelmo, sia come frutto sia come succo. In particolare, un frutto intero al giorno e un bicchiere di succo possono essere sufficienti per alterare una terapia farmacologica: trattandosi di quantitativi non esagerati, è bene consultare il parere di un medico. Sicuramente positivo, invece, l’utilizzo dei semi del pompelmo per la cura dell’ulcera gastrica.

Sono oltre 30 i farmaci che interagiscono con il succo di pompelmo.

I più diffusi farmaci sono: Gli antiaritmici amiodarone e propafenone. Gli antibiotici come la claritromicina. Gli antistaminici, il cortisone (prednisone), il viagra, alcuni antiepilettici. Le statine per abbassare il colesterolo (Zocor e Lipitor soprattutto). Meglio non mischiare il farmaco con succo dell’agrume che ne potenzia l’assorbimento portandone la concentrazione nel sangue fino a livelli tossici. Il Valium, l’antimalarico Halfan e l’ansiolitico BuSpar. Assumerli con il pompelmo equivale infatti a prenderne una dose maggiore. Il trucco sta nelle furanocumarine, sostanze di cui l’agrume è molto ricco, capaci di mettere ko un enzima che, nel fegato e nell’intestino, distrugge i farmaci prima che arrivino al sangue. Alcuni farmaci sono molto sensibili all’azione di questo enzima e vengono distrutti prima di raggiungere il bersaglio, rivelandosi quindi poco efficaci. Da qui l’idea di potenziarli, somministrandoli insieme al succo di pompelmo. Oltre che per aumentare l’efficacia di farmaci finora poco attivi, ricorrere al pompelmo permetterebbe anche di risparmiare. Attenzione, però, al fai da te.

Importanti reazioni avverse che possono essere provocate dall’interazione tra farmaci e succo di pompelmo sono:

a. l’aritmia ventricolare potenzialmente fatale da terfenadina, astemizolo e cisapride;

b. la rabdomiolisi da statine;

c. il danno renale da ciclosporina e tacrolimus;

d. l’ipotensione sintomatica e le complicazioni ischemiche da calcio-antagonisti diidropiridinici;

e. l’eccessiva sedazione da benzodiazepine e da buspirone;

f. l’atassia da carbamazepina.

Anche la buccia del pompelmo è preziosa: vi si ricava un olio, dal profumo molto gradevole che ha un’azione tonificante e può essere considerato un valido alleato per combattere l’acne. Questo olio essenziale, usato in aromaterapia (e bruciato in appositi fornelletti), ha effetti positivi sull’umore: è antidepressivo, stimolante e rivitalizzante.

La vitamina C contenuta ammorbidisce la pelle, rafforza anche le pareti di vene e capillari Durante la cottura gran parte delle proprietà di questo frutto vengono meno.

Chi ha molti nei invecchia meno?

Eva Mendes e Cindy Crawford ne hanno fatto un punto di forza. Per non parlare di quello sul labbro superiore di Marilyn Monroe. I nei possono rendere più belle, ma secondo una ricerca presentata alla Royal Society of Medicine 1 sono anche indice di buona salute e aiutano a sembrare più giovani. Gli studiosi del King’s College London 2 hanno esaminato 1.200 gemelle non identiche fra loro, fra i 18 e i 79 anni: quelle con oltre 100 nei disseminati sulla pelle avevano muscoli più tesi, cuore e occhi più sani e sembravano più giovani di almeno sette anni rispetto alle coetanee. Inoltre avevano ossa più forti del normale e di conseguenza un rischio dimezzato di sviluppare l’osteoporosi. Secondo i ricercatori inglesi, i fattori positivi legati alla presenza delle macchioline sulla pelle sono numerosi, anche se vanno protette per escludere eventuali rischi di melanomi maligni causati dall’esposizione al sole. La maggior parte delle persone ha una media di 30-40 nei su tutto il corpo, ma c’è chi arriva a 600. Partendo da qui, i ricercatori inglesi si sono messi a studiare la relazione tra la presenza di queste piccole macchie ed alcune caratteristiche fisiche. “C’eravamo accorti da tempo che i pazienti con molti nei hanno un aspetto più giovanile – spiega Veronique Bataille, la dermatologa a capo della ricerca – , hanno meno rughe e meno macchie sulla pelle”. Studiando il Dna delle persone con molti nei, il team di Bataille ha evidenziato la presenza di telomeri (la regione terminale del cromosoma) molto più lunghi. In genere, più è lungo il telomero, più è lento il declino. Sarebbe, dunque, questo fenomeno a regalare un aspetto più giovanile alle persone con molti nei. Per ora sembra escluso che il risultato del team del King’s College London possa dare il via a nuove sperimentazioni per combattere le tanto odiate rughe. Gli esperti escludono la nascita a breve di un elisir di eterna gioventù. “Il nostro Dna – ammette Bataille – è il risultato di milioni di anni di evoluzione, non credo che sia possibile produrre una crema che lo possa alterare”. Un altro studio sul Dna sull’invecchiamento precoce arriva invece dagli Usa. Un gruppo di ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute e dell’Harvard Medical School di Boston ha scoperto che nei topi l’uso della telomerasi, l’enzima deputato alla ricostruzione dei telomeri, è in grado di invertire il processo degenerativo legato all’età 3. Quando le cellule si dividono i telomeri tendono ad accorciarsi fino a causare, quando diventano troppo corti, l’impossibilità di ulteriori divisioni e la morte cellulare. Lo studio, pubblicato su Nature 4, rivela che questo processo può essere interrotto e invertito. Infatti la telomerasi protegge la lunghezza dei telomeri, mantenendo in vita più a lungo le singole cellule. Gli studiosi hanno privato un gruppo di topi dell’enzima e li hanno fatti invecchiare prematuramente. In seguito hanno riattivato il funzionamento dell’enzima anti-età constatando, dopo un mese, che ringiovanivano. (fonte repubblica)

I semi di pompelmo

Le proprietà benefiche dei semi di pompelmo furono scoperte nel 1964 dal dr Jakob Harich, un medico degli USA. Aveva notato che i semi e le bucce di pompelmo, che metteva nel compostatore per ottenere concime organico, impiegavano molto più tempo di tutti gli altri scarti alimentari a decomporsi. Questo evidentemente significava che semi e bucce di pompelmo resistevano molto bene all’attacco dei batteri che aggrediscono gli scarti alimentari. Nei semi di pompelmo si nascondeva una sostanza, la quale sembrava essere piu’ efficace e meno nociva di ogni altro antibiotico conosciuto con molte proprieta’ antibatteriche. Un vero antibiotico naturale che non indebolisce il sistema immunitario, non danneggia la flora batterica, e’ ipoallergenico e senza effetti collaterali. Chi vuole difendersi dal crescente stress della nostra societa’, dai danni provocati da una vita poco naturale e un’alimentazione generalmente poco sana e inquinata dalla presenza di additivi, per chi desidera rinforzare il proprio sistema immunitario indebolito, trovera’ nell’estratto di semi di pompelmo un ottimo rimedio.

Il suo uso per bocca e’ raccomandato soprattutto nella cura delle malattie da raffreddamento e nei disturbi del tratto gastrointestinale, ma puo’ essere utilizzato in forma topica contro moltissimi sintomi: in particolare in caso di malattie della pelle e delle mucose provocate da batteri, virus, funghi, o parassiti l’estratto sembra essere in grado di distruggere agenti patogeni.

Nell’igiene personale previene le infezioni senza infiammare le mucose, puo’ essere inoltre utilizzato anche in casa aggiunto all’acqua per lavare, oppure negli umidificatori, nelle vaschette dei caloriferi per evitare la proliferazione dei germi.

Alcune gocce di estratto di semi di pompelmo nell’acqua per bagnare le piante verdi possono eliminare la muffa nei vasi, oppure mantenere freschi i fiori recisi nel vaso.

Molti esperimenti scientifici ne hanno dimostrato l’efficacia contro oltre 800 tipi diversi di virus, batteri e 100 varietà di funghi e miceti ed inoltre estratto di semi di pompelmo pare essere molto ricco di vitamine C ed E.

Stimolano e rafforzano il sistema immunitario, possono essere usati anche da persone con la pelle molto sensibile, hanno potere antiossidante, e se assunti correttamente non hanno effetti collaterali.

L’estratto, che viene ricavato dalla macinazione dei semi, contiene in prevalenza bioflavonoidi e glucosidi, e la sua efficacia si basa sulla sinergia delle diverse componenti.

I bioflavonoidi sono un gruppo di costituenti chimici che si trovano nella frutta insieme con la vitamina C; hanno diverse proprietà, ma in particolare svolgono azioni coagulanti, emostatiche, antinfiammatorie e antiallergiche, e sono efficaci nel rallentare la formazione dei radicali liberi.

I glucosidi sono un gruppo di sostanze che agiscono direttamente su cuore e fegato, e possiedono importanti effetti antinfettivi.

Una parte di estratto diluita in nove parti d’acqua (per ogni goccia di estratto usate nove gocce d’acqua) si usa per alleviare l’herpes labiale: applicate la soluzione direttamente sul labbro, aiutandovi con un cotton fioc.

In Austria è riconosciuto come un possibile rimedio naturale nelle infezioni da CANDIDA.

In Messico viene impiegato diffusamente contro alcune forme di dissenteria. I preparati a base di pompelmo si impiegano con successo nelle malattie delle unghie, nelle micosi cutanee, nelle vaginiti, nelle gengiviti, ha azione antisettica in presenza di acne.

Le ricerche tossicologiche confermano che gli estratti di Pompelmo semi, essendo assolutamente naturali, non presentano alcuna tossicità, alle dosi consigliate né a breve né a lungo termine.

Cautela nelle donne in gravidanza e allattamento.

Come rafforzare naturalmente il proprio sistema immunitario

Per rinforzare naturalmente il proprio sistema immunitario in modo semplice per non ammalarsi basterebbe seguire poche regole.

– Gli agrumi sono frutti ideali per ristabilire l’equilibrio acido-alcalino. Bere spremute fresche di o come condimento sull’insalata, al posto dell’aceto,come ingrediente in cucina, aiuta a mantenere il “clima” interno del corpo ad un PH tale da aiutare lo sviluppo dei batteri utili invece che dei virus e dei batteri dannosi che prolificano in ambienti più acidi. Anche l’aceto di mele è un ottimo aiuto per aumentare l’alcalinità dell’organismo.

Dormire bene. Ogni organismo potrebbe avere bisogno da un minimo di 6 ore ad un massimo di 10 per notte. Il sonno è collegato all’equilibrio ormonale (che include l’ormone della crescita, e quello dello stress, il cortisolo) , fa dimagrire, ragionare e pensare meglio, migliora l’umore, e rende la pelle più luminosa e piena di salute.

Mangiare proteine (preferibilmente vegetali). Le proteine sono i mattoni che mantengono corpo, mente, e sistema immunitario, in salute. Le diete povere di proteine tendono ad essere troppo ricche di carboidrati che vengono subito convertiti in glucosio, aumentando la glicemia nel sangue e sforzando il pancreas ed il sistema immunitario.

Bere molto per evitare la disidatrazione.

Evitare il caffè. Contrariamente a quanto affermano recenti studi,che li indicano come fonte di antiossidanti, il caffè non è un buon alimento da assumere per il sistema immunitario. La caffeina sottrae al tuo corpo minerali e vitamine, e disidrata. Se si beve caffè, vanno bevuti due bicchieri d’acqua in più per ogni tazzina di caffè bevuta.

Evitare lo zucchero raffinato. Si vedranno subito dei risultati nel livello di energia, nel peso, e nella capacità di ragionare più chiaramente, non avendo più questa dipendenza. Molti nutrizionisti considerano lo zucchero una droga per il suo impatto sul corpo umano. Zuccheri più salutari come gli zuccheri della frutta o il succo d’agave e di stevia esistono, mentre è bene evitare dolcificanti artificiali, sono più tossici dello zucchero bianco. Gli zuccheri semplici infastidiscono il sistema immunitario, impediscono alle cellule immunitarie di assorbire la vitamina C.

– Fare incetta di frutta e verdura fresca. Sono ricche di antiossidanti, vitamine e minerali, fibre ed enzimi. Il contenuto nutrizionale che si riceve dalla frutta e dalla verdura fresche è incomparabile. Molte vitamine, inclusa la vitamina C, sono antiossidanti e proteggono le cellule, incluse quelle del sistema immunitario, dai danni delle tossine presenti nell’ambiente. I vegetali scuri, come i broccoli e i cavoli, sono ricchi di flavonoidi, di polifenoli, e altri antiossidanti. La fonte perfetta di minerali sono le alghe, che vengono vendute essiccate, ma che si possono trovare anche grezze (essiccate a basse temperature in modo che mantengano la maggior parte dei minerali e degli enzimi) nei negozi di prodotti naturali.

Passare un po’ di tempo al freddo per il rilascio di endorfine. La maggior parte delle persone passa il 90% della propria vita in ambienti chiusi, respirando aria filtrata e piena di germi delle altre persone. Il tempo passato all’aperto e al freddo stimola anche la tiroide.

Coltivare se stessi. Passare un po’ di tempo con gli amici, concedersi un massaggio, o un bagno caldo, o un po’ esercizio fisico. Il nostro corpo estrinseca le nostre emozioni; stress e ansia si potrebbero manfestare con un mal di gola o con un raffreddore. Crearsi un ambiente pieno di armonia, amore e gioia ( ad esempio, ringraziare pregare e benedire ciò che c’è di bello può aiutare). Fare attenzione ai primi accenni di mal di gola o di stanchezza prima che peggiorino. Se si è felici, ci si ammalerai meno facilmente!

La dieta per migliorare il sistema con cui il corpo si difende da virus, parassiti e batteri si compone sostanzialmente di 4 nutrienti indispensabili: le Vitamine (A E e C), i minerali (Zinco, Rame, Ferro, Potassio, Magnesio e Selenio), Acidi Grassi Omega 3 e 6, e proteine di buona qualità. Oltre alla giusta quantità di calorie e di un’attività fisica regolare.

Le vitamine sono importanti per il funzionamento del nostro corpo e in particolare la vitamina A, la vitamina B12, la vitamina C e la vitamina E rivestono un ruolo importante nel coadiuvare il sistema immunitario.

La vitamina A è fondamentale per la salute delle mucose. Si è visto che una sua carenza determina una facilità a contrarre infezioni, soprattutto virali, perché si indebolisce la parte più estesa del sistema immunitario che è rivestita da mucose.

La vitamina B12 appartiene all’importante complesso vitaminico B le cui carenze riguardano distretti importanti, come quelli cerebrale e immunitario. In particolar modo degli studi hanno evidenziato come la vitamina B12 abbia un ruolo nella regolazione del sistema immunitario. Per avere un apporto sufficiente di questa vitamina bisogna mangiare cibi quali il fegato degli animali, i carotenoidi, il latte, le uova, la frutta e la verdura gialle e la verdura verde scuro.

La vitamina C è sicuramente quella più conosciuta come antiossidante e come presidio contro le infezioni, specialmente il raffreddore, infatti se ne consiglia il consumo proprio per prevenirlo e per attutirne i sintomi.

Infine la vitamina E svolge una forte azione immunostimolante oltre che antiossidante. Studi hanno evidenziato come essa sia usata dai polmoni per difenderli in presenza di sostanze inquinanti, dunque utile per chi vive in luoghi ricchi di smog.

I minerali sono anch’essi coinvolti nel funzionamento del sistema immunitario, soprattutto due di essi, selenio e zinco.

Il selenio svolge una funzione antinfiammatoria e antiossidante e serve ad incrementare la risposta anticorporale.

Lo zinco invece è ambivalente, cioè la sua funzione può essere positiva o negativa in base alla quantità. Se lo zinco è presente in quantità di poco al di là della norma, si ottiene un effetto immunostimolante, se invece è esageratamente alto il quantitativo nel corpo, questi ha un effetto opposto.

Al fine del rafforzamento del sistema immunitario, le piante più indicate e sicure sono l’astragalo, l’echinacea, eleuterococco e la propoli. L’astragalo è importantissimo nella medicina tradizionale cinese dove la sua radice viene usata per rafforzare l’energia degli organi deputati alla difesa immunitaria (polmone e milza). Le proprietà immunostimolanti di questa pianta sono state studiate anche in Occidente e si può affermare che essa è utile per contrastare le infezioni virali, ma anche gli effetti tossici della che mioterapia sul sistema immunitario, infatti essa contrasta la diminuzione di globuli bianchi.

L’echinacea è da sempre stata usata dagli Indiani d’America per curare le malattie delle vie respiratorie e come cicatrizzante sulle ferite. Molto usata è in Germania. Esistono tre varietà, l’echinacea purpurea, quella angustifolia e quella pallida, tutte e tre con funzione immunostimolante, sia per i batteri che per i virus, inoltre si sono dimostrate benefiche per i comuni problemi respiratori, e sono pure utili in una visione preventiva di rinforzo del sistema immunitario stesso.

L’eleuterococco è anche detto ginseng siberiano, non a caso nell’ex unione sovietica è molto utilizzato. Esso aumenta l’attività dei linfociti e dunque rende più efficiente la risposta immunitaria. Anche questa è una pianta sicura, che però in rari casi, dopo un uso prolungato, può far insorgere insonnia e irritabilità.

Infine c’è la propoli, che è una sostanza elaborata dalle api che la usano come barriera per impedire l’ingresso nell’alveare a soggetti indesiderati. Molti studi hanno rilevato una forte azione antivirale e antibatterica efficace nell’arrestare la proliferazione dei virus del raffreddore e dell’influenza, ma anche su altri gruppi di batteri, come la salmonella, inoltre ha una spiccata azione antinfiammatoria. Anche questa è una sostanza sicura, che viene prescritta pure ai bambini perché priva di effetti collaterali, anche se si può esserne allergici.

Altre piante attive sul sistema immunitario sul versante delle patologie autoimmuni o allergiche sono la boswellia serrata, l’ortica e l’uncaria. La boswellia è una resina che è raccolta dall’albero dell’incenso, è un elemento importante della medicina ayurvedica ed è molto usata in India. Essa ha delle sostanze in grado di bloccare la risposta infiammatoria di allergie come l’asma e di infiammazioni croniche. Inoltre non ha effetti collaterali, come gli antinfiammatori classici che possono provocare gastrite o nei casi peggiori ulcera. Alcuni studi ne hanno sancito l’efficacia anche per l’artrite reumatoide.

L’ortica è una pianta presente da sempre nelle tradizioni mediche di tutto il mondo come depurativo, diuretico e antinfiammatorio. Le sue foglie sono ricche di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie. Inoltre alcuni studi ne hanno esaltato l’efficacia nell’artrite reumatoide. L’uncaria cresce nella foresta amazzonica ed è propria della medicina del Perù dove si usava come antinfiammatorio e antireumatico. Oggi, molti studi hanno confermato la capacità della corteccia di avere un doppio effetto, cioè di essere sia immunostimolante che antinfiammatoria.

Infine anche una spezia come la curcuma può essere d’aiuto. La radice di questa pianta, che serve per preparare il curry, ha un’azione antinfiammatoria e antidolorifica, infatti degli studi ne hanno evidenziato l’utilità in malattie infiammatorie come le artriti o dove ci sono problemi di fluidità del sangue. E’ sconsigliata in persone con ulcera peptica e con tendenze emorragiche.

Evitare cibi ricchi di pesticidi, o cibi “poveri”, cioè molto lavorati e raffinati e dunque privati del loro importante corredo di minerali e vitamine che sono importantissime per l’equilibrio del sistema immunitario.

L’ organismo umano non è stato progettato per affrontare prodotti non naturali.

Mangiare cibi freschi, alimenti integrali come frutta e verdura e frutta biologica, dieta senza sale ed evitare prodotti lattiero-caseari trasformati e carni d’ allevamento a tutti i costi.

In particolare ci riferiamo a concetti come il “crudo, vivo e colorato”.

Un modo gustoso per stimolare il sistema immunitario è quello di prendere 3 carote, una mela, un arancio e una mezza barbabietola e metterle in una centrifuga, per poi godere di questa bevanda con la prima colazione ogni giorno. L’aggiunta di menta al vostro bagno caldo contribuisce a stimolare gli anticorpi e uccidere tutti i batteri che si sono accumulati.

Da non sottovalutare anche le porprietà dei semi di pompelmo.

Se sei un fumatore, ormai sappiamo che questo sopprimono il sistema immunitario gravemente, quindi il miglior rimedio per questo è di fermare questa abitudine, in quanto non offre benefici di sorta per la salute.

La tendenza a vedere nei chili in più uno scudo più efficace contro agenti infettivi è erroneo. Oggi con una vita molto più sedentaria, con delle condizioni di vita migliori è valida l’idea che un certo rigore sia più funzionale a preservare l’efficienza dell’organismo e del sistema immunitario. Il sovrappeso e l’obesità interferiscono con l’equilibrio del sistema immunitario perché ne rendono le cellule meno reattive. Anche ripetuti e continui pasti ipercalorici provocano un surplus di grassi e colesterolo che “intasano” le vie linfatiche ostacolando il “pattugliamento” dei linfociti. I grassi vengono sempre più demonizzati a causa dell’insorgere delle malattie cardiovascolari a cui sono collegati, è salutare limitare il consumo di colesterolo e trigliceridi, mentre è utile aumentare il consumo dei grassi polinsaturi, comunemente conosciuti come omega6 e omega 3, i quali rivestono tutte le cellule del corpo e quindi sono essenziali per il loro funzionamento e per quello del sistema immunitario. Questi grassi si trovano nell’olio di fegato di merluzzo, nel pesce azzurro, nella frutta secca in guscio.

Gravidanza e scoliosi: esercizi per la schiena

Sempre dal corriere.

Le donne che hanno la scoliosi temono spesso il pancione, pensando che il peso della pancia prima e del bambino dopo siano vere e proprie minacce per la loro schiena già incurvata. Ma sono paure infondate: «La gravidanza non è affatto sconsigliata a una donna con scoliosi, basta fare ogni giorno con costanza pochi minuti di esercizi per la schiena», sintetizza Fabio Zaina dell’ISICO (Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale).

RELAXINA – La scoliosi riguarda dallo 0.5 al 4 per cento delle donne in gravidanza, ma non sono poche quelle che rinunciano alla maternità per paura che la schiena, già in condizioni difficili, possa risentirne. Non è così, come spiega Zaina: «Quando la scoliosi è importante, cioè c’è una curvatura della schiena che supera i 30 gradi, è possibile che ci sia un peggioramento. Ma questo potrebbe aversi comunque, in età adulta, indipendentemente dalla gravidanza. Basta affrontare in modo giusto i nove mesi dell’attesa per ridurre molto il rischio di un aggravamento della scoliosi». Il problema infatti è un ormone, la relaxina, che viene secreto durante la gravidanza per ammorbidire i legamenti del bacino e facilitare il parto, ma che rende anche più “cedevole” e mobile la colonna vertebrale. «Il momento più critico si ha dopo il parto: oltre agli effetti della relaxina, la colonna risente anche della mancanza del feto che, con la sua massa, provoca in qualche modo un “effetto tampone” che impedisce alla schiena di curvarsi – dice Zaina -. Se a questo si aggiunge che per la schiena gestire un peso “interno” è ben diverso che dover sostenere il peso esterno del bimbo, si capisce perché i primi tempi dopo il parto sono i più a rischio».

ESERCIZI – Evitare guai però è possibile eccome, basta rinforzare i muscoli che sorreggono la colonna. «Le donne con scoliosi che vogliono un figlio dovrebbero iniziare gli esercizi di rinforzo per la schiena prima di restare incinta – consiglia il fisiatra -. Bastano 15 minuti al giorno o due sessioni settimanali di 45 minuti per rendere la colonna capace di sostenere il peso del feto prima e del bimbo poi. Si tratta di semplici esercizi di rinforzo, da adattare e modificare assieme al medico man mano che la gravidanza procede: al momento in cui la paziente inizia la gravidanza, infatti, è col medico curante a cui si rivolge per i controlli periodici per la scoliosi che deve fare il punto, identificando gli esercizi necessari e impostandoli assieme a un fisioterapista esperto di scoliosi. Gli esercizi andrebbero fatti più a lungo possibile e ripresi appena si può, dopo la nascita del bimbo». Già, la nascita: tante hanno paura di non poter scegliere un parto naturale. «Un altro timore infondato: il tipo di parto può essere deciso dal ginecologo come nelle donne senza scoliosi. Semmai, se la curvatura è importante, in alcuni casi potrebbe essere complicato praticare l’anestesia epidurale. Ma è veramente l’unico, minimo “scoglio” che può trovare una donna con scoliosi che voglia affrontare una gravidanza», conclude Zaina.