Il crudismo

Il crudismo è un regime alimentare basato sull’assunzione esclusiva di cibi crudi, senza la presenza di carne o pesce. L’uomo è l’unico animale che trasforma gli alimenti attraverso la cottura, eliminandone così gli enzimi naturali presenti nei cibi, quali proteasi, lipasi ed amilasi e privandoli di alcune importanti proprietà nutritive. Gli enzimi prodotti dal corpo, inoltre, non sarebbero altrettanto efficaci come quelli che madre natura ha messo all’interno dei cibi. Anche le vitamine vengono distrutte dall’azione del calore, ed i microorganismi utili a rinvigorire la flora intestinale subiscono la stessa sorte. Un’altra motivazione alla base del crudismo è che la cottura abbassa il pH dei cibi, rendendoli acidi. L’organismo, invece, predilige i cibi alcalini; se l’acidità è eccessiva, si è più soggetti alle malattie. I crudisti affermano inoltre che la cottura rende inorganici i sali minerali, che così diventano meno assimilabili; i sali organici sono invece più facili da assorbire, “…ti rendono alcalino, e aiutano a migliorare l’apporto di ossigeno, che fa bene. Attraverso la cottura i cibi vengono sottoposti a temperature incompatibili con i processi biologici naturali e con le attività cellulari dei tessuti che costituiscono l’alimento stesso.

La dieta crudista è esclusivamente vegetariana e prevede il consumo quotidiano di frutta, verdura, germogli, cereali germogliati e macinati, semi oleaginosi e condimenti crudi.

Il Crudismo garantisce un apporto di vitamine e minerali non alterati dai processi di cottura, stimola la digestione, pulisce l’intestino, disintossica, fa dimagrire, idrata, non forma acido urico legato al consumo di carne, è ipoproteico, è economico e veloce. Le energie che vengono prodotte dal cibo (crudo) possono essere impiegate per migliorare lo stato fisico ed il funzionamento di tutti gli organi vitali dell’uomo invece di essere obbligate a smaltire tossine inappropriate che si accumulano anno dopo anno.

Nei primi giorni della dieta crudista, poiché il corpo viene alleviato dal metabolizzare cibi tradizionalmente cotti e spesso difficilmente digeribili, potrà verificarsi uno stato iniziale di rifiuto e di espulsione di tossine che possono causare malessere fisico (mal di testa, senso di debolezza, eruzioni cutanee). Questo è segno di funzionamento del sistema di pulizia del corpo umano, che elimina autonomamente ciò che è superfluo e nocivo.

Dopo circa un mese di questa dieta si può già verificare un cambiamento positivo radicale nell’essere umano che desidera seguirla attentamente. I livelli del colesterolo e di zucchero nel sangue, di acidi urici, di grassi superflui e altre sostanze nocive, rientreranno nei parametri medi e normali proprio perché le funzioni di tutti gli organi vitali vengono ottimizzate con questo tipo di alimentazione.

C’è poi una più vasta distinzione tra crudisti “vegetariani” che non consumano carne né pesce, ma ammettono uova, latte e suoi derivati; crudisti “vegani” che si cibano esclusivamente di vegetali, mentre i crudisti “onnivori” si nutrono anche di carne e pesce crudi, e di altri prodotti animali che non hanno subito rimaneggiamenti e trasformazioni dovute alla cottura.

Esiste addirittura un gruppo di crudisti decisamente ortodosso che segue la cosiddetta “raw paleolithic diet”, che prevede esclusivamente il consumo di quei soli prodotti che erano disponibili ai tempi dell’uomo preistorico: carne, pesce e uova, miele, bacche e vegetali, rigorosamente crudi. Questi integralisti non consumano infatti i cereali, che sono stati selezionati e “creati” dall’uomo in epoche successive. Secondo la dieta crudista, i cibi non devono essere cotti, ma al massimo possono essere riscaldati a temperature di 42-46 °C..!” (sic). Alla base della scelta di essere crudisti ci pertanto sono forti convinzioni ‘evoluzionistiche’ e legate al fatto che gli alimenti crudi creino grandi benefici alla salute dell’organismo, anche attraverso la perdita di peso, la disintossicazione, una maggior vitalità, il miglioramento dell’aspetto della pelle e l’allontanamento di patologie come il diabete e diversi tipi di tumore.

Non solo: sono molti i crudisti che decidono di somministrare ai propri animali domestici questo regime alimentare: al bando dunque scatolette, pappe e croccantini: cani e gatti vengono nutriti esclusivamente con carne e pesce crudi, addizionati con vegetali, erbe, cereali e frutta a guscio.

Nella dieta crudista è contemplata naturalmente la presenza di molta frutta e verdura. Questi cibi possono essere consumati tal quale oppure rientrare nella preparazione di succhi o frullati. Anche i semi sono frequentemente consumati, sotto forma di grano germinato o, ad esempio, di riso Gaba. Questo riso, conosciuto anche con il nome di GBR (Germinated Brown Rice), è un riso fatto germinare mantenendolo per circa venti ore in acqua calda a 38°C. La germinazione stimola la produzione di diversi enzimi ed amminoacidi che conferiscono all’alimento uno spettro amminoacidico più completo. Quasi mai vengono consumati i cereali grezzi, perché al loro interno sono presenti tossine vegetali ed inoltre sono difficilmente digeribili: questi cibi vengono preventivamente tenuti a bagno, oppure fatti germinare prima di essere consumati. Frequente è l’utilizzo anche di frutta secca e di frutta a guscio, e di latte di cocco. Qualche volta vengono consumate anche le alghe. I crudisti onnivori si cibano inoltre di pesce (sotto forma, ad esempio, di sashimi, il pesce crudo della tradizione gastronomica giapponese), e di carne (come il carpaccio o la tartare), nonché di latte e suoi derivati (formaggi e altri prodotti caseari) rigorosamente crudi e non pastorizzati. Questi alimenti possono essere anche stagionati, come ad esempio carne o pesce fermentati o frollati, e latte fermentato sotto forma di yogurt o kefir. Le uova sono contemplate nella dieta crudista, ma ovviamente non possono essere cotte a temperature superiori ai 46°C. Esistono anche delle uova fermentate, dette anche “uova del millennio”, tipiche della cucina tradizionale cinese. Queste uova, che possono essere di gallina, quaglia o anatra, vengono poste in un ‘guscio’ formato da argilla, cenere, crusca di riso, sale e lime e lasciate maturare per un periodo che va da alcune settimane a diversi mesi. Al termine della maturazione il tuorlo assume un colore verde scuro, mentre l’albume diventa marroncino e dalla consistenza gelatinosa; l’uovo del millennio ha un forte odore di zolfo ed ammoniaca (e ci si chiede chi abbia il coraggio di mangiarlo).

Esistono anche i cosiddetti “supercibi”, la cui denominazione è attribuita proprio a causa dei loro significativi benefici sulla salute. Questi alimenti hanno la caratteristica di possedere, a parità di calorie, una quantità maggiore di vitamine, sali minerali ed altri nutrienti superiori agli altri. I supercibi rivestono inoltre un’azione protettiva nei confronti di molte patologie, quali le malattie cardiache, cardiovascolare e l’artrite. Fra i supercibi troviamo ad esempio il grano germinato (ricco di proteine, vitamine e sali minerali, e caratterizzato dalla presenza di circa trenta diversi enzimi), il cioccolato grezzo (ottenuto da semi di cacao non tostati, che contiene molti antiossidanti e magnesio), la Maca (una pianta originaria del Perù ritenuta un ‘Viagra naturale’ per via dei suoi effetti stimolanti – ma il consumo deve essere continuo e prolungato, per avere effetto!), i semi di canapa (ricchi di acidi grassi essenziali Omega 3 ed Omega 6, nonché di proteine), le bacche Goji (frutti di origine asiatica simili alla rosa canina, contenenti molti antiossidanti, vitamine, fibre e proteine) e il polline (molto nutriente, che contiene fino al 40% di proteine e stimola le difese immunitarie). Un altro prodotto dall’azione rivitalizzante è il rejuvelac, una bevanda ottenuta dalla fermentazione di cereali germinati e ricca di enzimi utili alla digestione. Come dolcificante è molto utilizzato lo zucchero di dattero, estratto da questi frutti con pochi passaggi e senza le trasformazioni a livello industriale cui sono sottoposti gli zuccheri raffinati.

La cottura dei cibi consente però di eliminare le tossine presenti in alcuni vegetali, che in natura hanno lo scopo di tenere lontani parassiti ed erbivori. Ad esempio, i semi di grano freschi sono tossici a causa della presenza della fagopirina, una tossina che è in grado di causare nei soggetti dalla carnagione più chiara fenomeni di fotosensibilità ed altri disturbi di tipo dermatologico. Anche alcuni legumi (fagioli rossi), radici (manioca, pastinaca, ma anche le comuni patate) e semi (mandorle di albicocca) contengono tossine pericolose per la salute. L’altro aspetto per il quale la cottura è stata una vera e propria ‘invenzione’ geniale è dovuta alla capacità del calore di distruggere i microorganismi patogeni ed i virus presenti nei cibi. I batterio Toxoplasma (che causa la toxoplasmosi) e il nematode Trichinella (un verme parassita) possono essere presenti soprattutto nella carne cruda, mentre nel latte crudo sono possibili le contaminazioni dai batteri Brucella (in grado di determinare aborti spontanei) e Mycobacterium bovis (che può causare la tubercolosi extrapolmonare). Il consumo di carne, pesce, molluschi e latte crudi è associato strettamente all’insorgenza di gastroenteriti anche gravi, e la stessa verdura può in certi casi essere contaminata da microorganismi patogeni come il pericoloso Escherichia coli. Oltre che per una questione di gusto (che è pur sempre un fattore soggettivo, ma è altrettanto vero che per la maggior parte delle persone i cibi cotti sono più buoni di quelli crudi), la cottura della carne e degli altri prodotti di origine animale ne aumenta la digeribilità, denaturando le proteine e rendendole più sensibili all’azione degli enzimi digestivi. La cottura non sempre, per fortuna, è dannosa: in alcuni casi essa facilita l’assimilazione di alcune sostanze nutritive: ad esempio, nelle carote cotte il betacarotene è molto più assorbibile dall’organismo rispetto a quelle crude. Come in tutte le diete, è assolutamente da evitare il ricorso al fai da te, ma bisogna farsi consigliare da esperti nutrizionisti o dietologi che siano in grado di elaborare una dieta specifica per le esigenze di ogni persona, sulla base dei cibi previsti all’interno del regime alimentare di propria scelta. È ovvio che il crudismo di tipo vegetariano, vegano o ‘paleolitico’, escludendo già dal principio larghe porzioni di prodotti fondamentali nell’alimentazione (carne, pesce, latticini o cereali), deve essere ancora più controllato, per evitare l’insorgenza di pericolose carenze alimentari. L’alimentazione crudista è certamente da sconsigliare alle persone più sensibili, come ad esempio i bambini e gli adolescenti in fase di crescita, le persone anemiche, le donne in gravidanza o in allattamento, gli anziani (soprattutto chi è a rischio di osteoporosi), chi soffre di malattie croniche o gravi, i diabetici e i cardiopatici, le persone con deficit immunitari.

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